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Sfide per la Chiesa, la vita consacrata e la gioventù nel discernimento vocazionale

Sfide per la Chiesa, la vita consacrata e la gioventù nel discernimento vocazionale

"I giovani, la fede e il discernimento vocazionale"


28 Maggio 2018 alle 08h00 | 0 Invia il tuo commento!
Di P. Diego Spadotto CSCh


3C

Vari analisti della società contemporanea presentano quelle che sono le sfide da affrontare nel presente e nel prossimo futuro: Cambiamenti demografici e flussi migratori senza precedenti; Aumento delle diseguaglianze sociali; La crisi ecologica; La crescita delle polarizzazioni e dei conflitti; L’indebolimento della politica intesa come ricerca del bene comune, l’impatto delle nuove tecnologie sulla vita quotidiana; La crisi affettivo relazionale e la cultura dell’ego e del “selfie”; La scomparsa di un orizzonte esistenziale e culturale nelle scelte vocazionali. In Bangladesh, nella capitale Dacca, 17 milioni di abitanti, con la periferia peggiore che si possa immaginare, Papa Francesco ha ordinato 16 sacerdoti. Su 160 milioni di abitanti i cattolici sono solo il 0,2%, l’età media della popolazione è di 26 anni. Ai giovani, Francesco ha detto: “Dio è il nostro software, necessita di essere costantemente aggiornato perché possa indicarci la direzione giusta verso cui procedere e affrontare le numerose sfide del tempo presente”.

La scomparsa di un orizzonte esistenziale nelle scelte vocazionali, è la sfida che il prossimo Sinodo e i i giovani affronteranno. I giovani non sempre sono coscienti delle loro potenzialità e dei loro limiti e condizionamenti: “Non vi è ideale al quale possiamo sacrificarci, poiché di tutti conosciamo le menzogne, pur non sapendo che cosa sia la verità. L’essere “al bivio”, nel momento in cui il bivio è scomparso, genera una profonda stanchezza. Il dover orientare l’esistenza nel tramonto delle certezze metafisiche, nel tempo della fine degli ideali politici e delle grandi narrazioni simboliche e il non poterlo fare per la mancanza di ogni indicazione sicura e di ogni parola autorevole, è la contraddizione che attraversa il nostro tempo e produce giorno dopo giorno esistenze sfinite. Questa contraddizione può esprimersi come dubbio, come diffidenza, come difficoltà a “donarsi interamente”, si esprime come un sentimento diffuso di confusa emotività. La conseguenza è impotenza, passività inquieta, immobilismo colmo di malessere. E’ l’inazione, la gioventù è perennemente “al bivio” ma il bivio non sta da nessuna parte” (I. Guanzini).

Come affrontare le sfide vocazionali? Pometeo, Sisifo e Narciso, tre figure della mitologia greca possono rappresentare alcune modalità istintive ma non efficaci di vocazione, perché prive del necessario discernimento. Prometeo, titano ribelle, in contrasto con Zeus favorisce gli uomini, dando loro il fuoco di cui erano stati privati. Per questo è punito e incatenato a una roccia, e un'aquila gli divora il fegato. Prometeo é l'incarnazione della tendenza dell’uomo a sfidare le forze superiori e la perdita della coscienza dei propri limiti. Sisifo, è il più astuto dei mortali, ha la capacità di ordire trame e tranelli. É condannato a rotolare sulla china di una collina un macigno che, una volta spinto sulla cima, ricade giù in basso, perché pur non nascondendo la verità, la sostituisce, la distorce, tenta di cambiare le cose con l’inganno. Narciso, punito a essere innamorato della propria immagine riflessa in una fonte. Rappresenta l’atteggiamento patologico della vita affettiva/sessuale a esagerare le proprie capacità con fantasie di successo e bisogno esibizionistico di ammirazione. É incapace di riconoscere e percepire i sentimenti degli altri, tende a sfruttare il prossimo per raggiungere i propri scopi e ingrandire sé stesso.




Copertina.






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