Salviamo i nostri figli

Salviamo i nostri figli

Campagna lanciata dalla Conferenza dei Vescovi del Brasile (CNBB) e dal Consiglio Medico federale, in Brasile.


23 Febbraio 2016 alle 04h00 | 0 Invia il tuo commento!
Di Fernando Riqueto


Formazione.

“Salviamo i nostri figli” questo è il tema della Campagna lanciata dalla Conferenza dei Vescovi del Brasile (CNBB) e dal Consiglio Medico federale, a riguardo dell’aumento, in Brasile, di vere “piaghe sociali”: “meninos de rua”, violenza sui bambini, traffico di minori, bambini “invisibili”, ecc. Secondo l’ONU sono in costante aumento, si parla di cinquanta mila minori scomparsi, uno ogni quindici minuti. 

Di fronte alle stime dell’ONU ci sono 369 casi accertati. Il 40 per cento dei minori è reclutato per il lavoro schiavo, un’analoga percentuale finisce nel mercato del sesso, il resto nelle sale operatorie clandestine per il traffico di organi. Nell’ambito della Campagna lanciata dai Vescovi e dal Consiglio Medico federale, è disponibile il sito: www.criancasdesaparecidas.org Ad aggravare questa situazioni la Campagna segnala che sono più di duemila le persone uccise dalla polizia brasiliana e che il Parlamento brasiliano vuole abbassare l’età minima a 16 anni per essere processati come adulti. L’ONU e la Chiesa hanno severamente criticato questa misura. Si aggiunge, inoltre, che in questo contesto un adolescente nero ha quattro volte più probabilità di un bianco di morire per mano della polizia. 

In vista delle Olimpiadi 2016, nonostante che quest’anno si commemori in Brasile il 25 anniversario dello “Statuto del bambino e dell’adolescente” e si ricordi il quinto anniversario delle “Linee Guida federali contro le brutalità della polizia”, i “meninos de rua” continuano ad essere vittime privilegiate di ogni abuso. A Rio de Janeiro, molti bambini sarebbero stati uccisi dalla polizia, nel corso di una macabra operazione di “pulizia” in vista delle Olimpiadi. 

Secondo il missionario P. Renato Chiera, fondatore di una “Casa do Menor” a Nova Iguaçu, periferia di Rio de Janeiro, sono circa quattrocento alla settimana i bambini che in tutto il Brasile scompaiono, raramente sono cercati, mai ritrovati. Un “genocidio sociale”. Il Comitato ONU per i “Diritti dell’Infanzia”, “Amnesty International” e tanti missionari, continuano a denunciare, mentre “la gente perbene che si sente minacciata” applaude a queste violenze. Lo Stato brasiliano promette “tolleranza zero” ma non va al di là di questa promessa e le spiagge famose di Ipanema e Copacabana continuano ad essere proibite ai ragazzini delle favelas. 

I Cavanis sono presenti in Brasile dal 1968 e a partire dagli anni ottanta hanno aperto varie “Case do Menor” negli Stati del Paranà, San Paolo, Minas Gerais e hanno collaborato attraverso risposte a questionari inviati dal Ministero dell’Educazione e dalle Segreterie dell’Educazione dei vari Stati della Federazione, alla formulazione dello “Statuto del Bambino e dell’Adolescente”. Qui in Italia, proprio per venire in aiuto alle nostre Case do Menor in Brasile, è stata fondata vent’anni fa la Onlus Amicizia Lontana A.L. che ha collaborato attivamente alla loro realizzazione e manutenzione. 

Attualmente in queste Case sono accolti e accompagnati nel percorso scolastico quasi un migliaio di bambini e adolescenti. Sono passati ormai 35 anni da quando, su consiglio del Servo di Dio Dom Luciano Mendes de Almeida, Presidente della Conferenza dei vescovi del Brasile, la Congregazione, fedele al suo Carisma, ha partecipato alla “Pastoral do Menor”, aprendo queste Case. Quali i risultati? “Non disperare pensando che l’umanità non cambia. Concentrati sui singoli uomini. I singoli uomini possono cambiare”. 

Le nostre Case do Menor sono gocce d’acqua nel mare del Brasile. Il popolo dei bambini di strada aumenta, invece che diminuire. L’enormità del dramma che ci fa sentire impotenti ci consiglia di non scoraggiarci, di procedere a piccoli passi e con strategie a lungo termine, di fare un lavoro con passione Cavanis, con misericordia, con coerenza vocazionale. L’educazione rappresenta l’unica opportunità per salvarli. La maggior parte dei ragazzini che frequentano le nostre Case do Menor riesce a costruirsi un domani. 

P. Diego Spadotto CSCh




Copertina.






Scrivi il tuo commento...