La famiglia e la comunità scuole di Misericordia

La famiglia e la comunità scuole di Misericordia

Anno Santo della Misericordia


22 Febbraio 2016 alle 05h00 | 0 Invia il tuo commento!
Di Fernando Riqueto


Formazione.

I buoni genitori e i buoni formatori hanno di mira formare “cervelli” che non si accontentano di conoscere il prezzo delle cose, ma anche il loro valore. Hanno di mira formare “cuori” che non si lasciano occupare dalle “cose” ma che accolgono le persone, perché le cose occupano il cuore, ma non lo riempiono, inoltre sanno che “quanto meno si possiede, tanto meno si è posseduti”. Ai figli e ai giovani insegnano con l’esempio, e ragazzi imparano che prima di spendere dieci euro, devono imparare come si guadagnano, insegnano ad accogliere le persone perché chi entra in casa “non vi entra per ammirare i mobili ma per incontrare persone” (Seneca). Nella VC non attraggono più quei modelli di vita comunitaria comoda che faticano a muoversi in armonia con le immense necessità dei poveri, non sono attrattive quelle forme apostoliche che non portano a essere integrati fra la gente, con relazioni significative che trasmettono la misericordia di Gesù, che non generano vita e vita in abbondanza.

Dio è Misericordia e la misericordia è anche il suo stile di rapportarsi con l’umanità e di insegnare agli uomini a rapportarsi con misericordia: beati i misericordiosi perché troveranno misericordia. I consacrati sono chiamati a vivere le relazioni fraterne come un impegno decisivo di consacrazione, cercando di diventare nelle relazioni fraterne, sempre più “se stessi”. Tutto questo non si improvvisa, per familiarizzare con uno stile di vita comunitario misericordioso occorre tempo, è una scelta importante perché implica responsabilità verso l’altro e verso se stessi: “Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai accolto come fratello”. La spiritualità della Vita consacrata ha come prospettiva la “trasformazione” delle persone. La natura, la società, tutto cambia. Quella dei religiosi è una trasformazione profonda che incide nella vita, senza fughe dalla realtà. Lo scopo della trasformazione è quello di diventare uomini diversi ma nella realtà concreta, fatta di delusioni, di emozioni, di sentimenti anche negativi. Diventare sempre più se stessi cambiando dal di dentro se stessi. Senza paure o sensi di colpa, senza evasioni e fughe in “i sogni di una comunità perfetta, siano messi nel cassetto a fare la muffa”.

La VC non esiste in astratto, esistono le persone consacrate, esse, vivendo il carisma proprio di una congregazione, attraverso i doni ricevuti dallo Spirito Santo che definiscono il volto e il destino di ogni persona, “arricchiscono, sviluppano e ringiovaniscono la vita di un Istituto. La spiritualità specifica della VC si configura, allora, “come un itinerario di crescente fedeltà, in cui la persona consacrata è guidata dallo Spirito Santo e da lui configurata a Cristo, in piena comunione di amore e servizio alla Chiesa” (Vita Consecrata, 93). La spiritualità della VC non è un “perfezionismo morale” ma la filiale e gioiosa adesione al Padre Misericordioso e la fedele sequela di Cristo “volto della Misericordia del Padre”. La vita di Gesù è basata su due pilastri: il concetto e l’immagine che egli ha di Dio, il Padre, e il concetto e l’immagine che egli ha di se stesso, il “servo di Javhe”. Chi segue Gesù trasforma le “passioni mondane” in passione per la sua Missione, in un totale e definitivo dono di tutto se stesso. 

La cultura che viviamo è narcisista e uno dei peggiori atteggiamenti nella Vita consacrata è il narcisismo, da esso se ne esce solo adorando Dio e servendo i fratelli con misericordia, facendosi ultimi e portando i pesi degli altri, vedendo i poveri non come oggetto ma come soggetto dell’annuncio del Vangelo. La vicinanza alle persone è fondamentale, dedicarsi ad esse piuttosto che preoccuparsi di come mantenere le opere e le strutture. La letteratura sapienziale considera il discernimento come la sapienza del cuore, dono e arte per scegliere ciò che è conforme alla volontà del Padre e rigettare ciò che è contrario a questa volontà misericordiosa: formare alla missione con una concreta vicinanza ai poveri e non con le teorie. 

P. Diego Spadotto CSCh
Anno Santo della Misericordia




Copertina.






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