“Solo i fatti danno credibilità alle parole”

“Solo i fatti danno credibilità alle parole”

Anno della Vita Consacrata


11 Aprile 2016 alle 18h00 | 0 Invia il tuo commento!
Di Fernando Riqueto


Formazione.

ANNO DELLA VITA CONSACRATA | P. Diego Spadotto

“Solo i fatti danno credibilità alle parole” (Sant’Agostino). Durante un ritiro, un giovane, commentava questa frase di sant’Agostino citando: “Quando moriremo, non ci sarà chiesto se siamo stati credenti, ma se siamo stati credibili” (R. Levantino). Lo sfasamento tra “parole” e “fatti” è una prigione, siamo prigionieri, ma non sappiamo perché, né di chi siamo prigionieri. La peggiore delle prigioni è il proprio “io”, cieco che non vuol vedere. Si può uscire da questa prigione solo con la credibilità, assumendo le proprie responsabilità e impegnandosi a cambiare le cose, invece di fare gli arrabbiati o gli indifferenti; vincendo la paura di non fare bella figura e rinunciando al superfluo e al modello di vita del “vincere” sempre e a tutti i costi; facendo una critica intelligente ai rapporti interpersonali usa e getta. Le persone vere e libere non hanno vita facile, in questi tempi, ma sono loro che fanno la differenza nel mondo. “È per essere liberi che Cristo ci ha liberati”. Ci sono persone che fanno il bene e lo fanno perché è l’unica cosa che valga la pena di fare, il resto passa. La nostra vita non è solo nostra: dal grembo alla tomba, siamo legati ad altri, passati e presenti. “Quando ti guarderai negli occhi di un altro, di chiunque altro, vedrai la tua stessa anima che ti guarda di rimando, allora saprai di aver raggiunto un nuovo livello di coscienza”, comincerai a essere libero. Se non si recupera la credibilità della VC, a riguardo della vita di comunità, non si risolve la sua crisi attuale e la possibilità di crescita e di rinnovamento.  

Molto spesso, i religiosi vivono prigionieri di situazioni personali o comunitarie e non sanno o fingono di non sapere che sono prigionieri di se stessi, della loro storia e di situazioni personali non ben risolte; altre volte sono prigionieri di un sistema di scelte sbagliate di persone, che si perpetua perché loro stessi, consciamente o inconsciamente lo alimentano, per paura o per superficialità. Fragilità delle persone e fragilità del sistema. Nel primo caso la VC in questi anni ha offerto ai religiosi supporti psicologici con esiti per il momento incerti. Nel secondo caso, specialmente nelle piccole congregazioni, dove tutti i religiosi si conoscono, quando si fanno le scelte dei “superiori”, si sono manifestate contraddizioni e comportamenti di immaturità che rivelano vari tipi di prigionia non ancora risolta. I religiosi sembrano non voler capire che sono prigionieri di se stessi e di un sistema dove è presente un patto, generalmente implicito, a volte anche esplicito, siglato tra candidati segnalati da una o altra corrente per essere eletti come “superiori”, e “sudditi elettori” che non hanno né vergogna né pudore di dire: noi vi eleggeremo e voi non ci  lascerete in pace dove siamo e in quello che facciamo. Finché non si spezza questo patto c’è poco da illudersi di fare sul serio la riforma della Vita Consacrata. 

Oggi, nella società civile con la politica e anche nella Chiesa è quasi impossibile nascondere questo sistema di corruzione e di scambio di interessi e favori. Papa Francesco, sta lottando perché nella Chiesa, questa piaga sia messa allo scoperto e sia curata. Siamo nati con la chiave della felicità dentro di noi, basta imparare a usarla. Dio bisogna trasmetterlo non a parole ma con il nostro comportamento secondo verità. Ma Dio farà “predicare sui tetti” ciò che si cerca di nascondere con patti segreti e disonesti, romperà le prigioni che ingabbiano e i muri di falsità che deformano le comunità. Cosa succede in una congregazione quando i giovani religiosi scoprono questo sistema di corruzione? “Che ne sanno delle istruzioni per l’uso della notte, delle ombre, delle tenebre?” I giovani si aspettano gioia dalla Vita consacrata, sanno che anche la vita religiosa si aspetta gioia da loro. Vorrebbero una vita semplice, anche se la vita semplice non è mai stata semplice per nessuno, per questo facilmente possono correre il rischio di essere sedotti e corrotti da un sistema che non è a servizio della verità. Che fatica e quanto discernimento dovranno usare per essere veramente liberi?

P. Diego Spadotto CSCh




Copertina.






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