"La tua Misericordia vale più della vita..."

"La tua Misericordia vale più della vita..."

Anno Santo della Misericordia


09 Maggio 2016 alle 17h00 | 0 Invia il tuo commento!
Di Fernando Riqueto


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La Misericordia non solo risana ma alimenta in noi la vita, perché il Signore “perdona quanto la coscienza teme e aggiunge ciò che nemmeno la preghiera ardisce chiedere”. Se la fiducia che mettiamo nella Misericordia di Dio è grande, la sua generosità non ha limiti nei nostri confronti. La sua Misericordia è ben diversa da un sentimento di compassione umana che non basta per formare una virtù, essa sempre si rivela superiore a qualsiasi altra opera di Dio. La Misericordia divina non è reciproca: Dio ha misericordia dell’uomo ma l’uomo non ha misericordia di Dio. Dio ama l’uomo e l’uomo tenta, come può, di rispondere amando Dio. Tutto ciò che esiste è immerso nella Misericordia, più intimamente del bimbo in seno alla madre. É il contenuto fondamentale del messaggio di Cristo. Nella sinfonia della Misericordia presente nel Vangelo Gesù, il motivo dominante è quello della Resurrezione. “Nessuno è degno di essere amato e, per il fatto che Dio ama l’uomo, bisogna dire che l’amore è dato a chi ne era eternamente indegno. Se l’affermazione apparisse troppo amara, diciamo che d’amore siamo degni tutti, tranne colui che crede di meritarlo. In verità, la sua Misericordia è come un sacramento che si deve ricevere in ginocchio con sulle labbra il Domine non sum dignus”. (Oscar Wilde)

L’indifferenza e la sfiducia caratterizzano la nostra epoca. La sfiducia che corrode gli uomini del nostro tempo diventa alleata della loro accidia, li rende frivoli e sfrenati, per poi lasciarli in un’angoscia devastante. Questo tempo di guerre, guerriglie e terrorismo è una scuola di disperazione, ma anche di estremi eroismi di misericordia, noti e ignoti. Non sappiamo bene se la civiltà odierna è in decomposizione o in gestazione, forse entrambi le situazioni sono vere: un’era sta per finire e un’altra nasce con duro travaglio. La riscoperta nella storia umana della presenza costante della Misericordia divina è un chiaro segnale di speranza e futuro. Da un’idea sbagliata di Dio si passa, presto o tardi, alla sua negazione. L’immagine che l’uomo si fa di Dio ha in se stessa il suo valore se il significato è chiaro e  benefico. E’ uno strumento, richiama un’idea, la condensa, la commenta con parole semplici: Credo, confido, mi affido. L’uomo sperimenta che la sua fiducia in Dio Misericordioso diventa la misura della sua onnipotenza. Perché la giustizia possa esistere, bisogna scoprire la Misericordia che si manifesta mediante il perdono.

Spesso si sente accusare la gioventù d’aver tradito e abbandonato la fede e il cristianesimo, ma per onestà intellettuale si dovrebbe semmai accusare il mondo degli adulti di non aver insegnato e testimoniato o di aver insegnato male la fede, presentando un Dio senza Misericordia, un paradiso di bugie e di ignoranza. Le bugie più fatali sono quelle che gli adulti dicono a se stessi. Ora non ci sono più foglie di fico per coprire questa incoscienza dove i bambini e i giovani “muoiono prima di essere nati” e gli adulti continuano a chiamare progresso il “non sapere dove andiamo” (cfr 1Gv 2,11). La gioventù priva di gioia non può vivere e non troverà mai abbastanza gioia, senza l’infinita bontà di Dio a cui rivolgersi in preghiera:

“Se rimanessi privo di illusioni e la mia vita perdesse il suo sapore, ancora in te confiderei, Signore.
Se colui cui mi lega un grande affetto, col tradimento mi straziasse il cuore, in te confiderei, Signore.
Se l’amico in cui pongo fiducia si mostrasse, alla fine, un ingannatore, ancora in te confiderei, Signore.
Se quanto stimo si rivelasse privo di valore, ancora in te confiderei, Signore”.
…Perché sei il primo e l’unico mio Amore”.

 

P. Diego Spadotto, CSCh
Anno Santo della Misericordia




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