Criteri Evangelici di discernimento per fare scelte e prendere decisioni secondo lo Spirito

Criteri Evangelici di discernimento per fare scelte e prendere decisioni secondo lo Spirito

Capitolo Generale 2019
22 Aprile 2019 - Di P. Diego Spadotto CSCh



3C

“Niente finisce definitivamente in alcun momento, ci sono sempre delle conseguenze che continuano nel tempo”. Gesù più volte smaschera i farisei e gli scribi perché le loro interpretazioni della “Legge e i Profeti”, erano diventate più importanti della stessa “Legge e i Profeti”.  Le interpretazioni dei farisei servivano per “legare pesanti fardelli” sulle spalle della povera gente. Della “Legge e dei Profetinon passerà uno iota o una virgola”, Gesù è venuto per dare “compimento”. Per Gesù è chiaro che una cosa è la “Legge i Profeti”, altra cosa le interpretazioni legaliste dei farisei che toglievano libertà e responsabilità condizioni necessarie per fare scelte e prendere decisioni. La persona di Gesù e il Vangelo sono l’anima della vita consacrata, non lo sono le norme, i codici, gli statuti, le tradizioni. Tutto questo ha provocato tanti fraintendimenti nelle relazioni di Gesù con avversari, discepoli e perfino gli apostoli. I fraintendimenti sono come meccanismi di difesa nella comunicazione tra le persone e il contenuto della comunicazione stessa. Spesso si è d’accordo sul contenuto ma se la relazione tra le persone è compromessa da ostacoli di tipo affettivo, il contenuto passa in secondo piano.

Nel Capitolo, ogni capitolare é invitato ad analizzare non solo i contenuti delle sue comunicazioni ma anche a domandarsi che tipo di rapporti ha con i confratelli e quali motivazioni evangeliche lo spingono a fare delle scelte o a prendere decisioni, verificando se la sua comunicazione è umile, libera da orgoglio e interessi personali.

Nel romanzo, La scelta di Sofia (1979), William Styron racconta di Sofia, una giovane madre polacca deportata ad Auschwitz, costretta da un ufficiale nazista a scegliere quale dei suoi due figli mandare a morte. Sofia, è messa in una condizione di non scelta. La responsabilità di questa terribile decisione viene da chi l’ha messa in questa condizione assurda e inumana. Quando non c’è una vera alternativa e ci sono pressioni che limano la libertà e la responsabilità siamo in condizione di non scelta. In passato, le interferenze del potere secolare  nella Chiesa, hanno influito molto nei criteri di scelta delle persone di governo della Chiesa. Oggi, la mentalità politica, lo stile delle campagne elettorali e lo strapotere dei social, quasi impongono criteri di scelta delle persone chiamate al servizio evangelico di governo, tutt’altro che evangelici: interessi personali, visioni limitate di pura sopravvivenza, proposte ad personam, favoritismi con compra/vendita di voti, giochi infantili con risentimenti e meschinità. In questo contesto, spesso, ci si può trovare in condizione di non scelta di  “giochi già fatti”.

Nel Capitolo un clima di pentimento, di conversione e di preghiera possono smascherare situazioni di assurdità nelle scelte e decisioni capitolari e favorire scelte e decisioni secondo lo Spirito.

Università di Berkley, California. Un professore della Facoltà di Psicologia fa il suo ingresso in aula. Tutto sembra nella norma, ad eccezione di un piccolo particolare: Il professore ha in mano un bicchiere d’acqua. Nessuno nota questo dettaglio finché il professore, sempre con il bicchiere d’acqua in mano, inizia a girare tra i banchi, in silenzio. Gli studenti si scambiano sguardi divertiti, ma non particolarmente sorpresi. Sembrano dirsi: oggi la lezione riguarderà l’ottimismo! Il professore ci chiederà se il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto. Alcuni diranno che è mezzo pieno e altri che è mezzo vuoto o che è completamente pieno: per metà di acqua e per metà di aria. Il professore invece si ferma  e domanda agli studenti: “secondo voi quanto pesa questo bicchiere d’acqua?”. Gli studenti sembrano un po’ spiazzati da questa domanda ma in molti rispondono: il bicchiere ha un peso complessivo più o meno tra i 200 e i 300 grammi. Il professore aspetta che tutti parlino, poi propone il suo punto di vista. “Il peso assoluto del bicchiere d’acqua è irrilevante. Ciò che conta davvero è per quanto tempo lo tenete sollevato. Sollevatelo per un minuto e non avrete problemi. Tenetelo sollevato per un’ora e vi troverete con il braccio dolorante. Tenetelo sollevato per un’intera giornata e vi troverete con il braccio paralizzato. In ognuno di questi tre casi il peso del bicchiere non è cambiato. Eppure, più il tempo passa, più il bicchiere sembra diventare pesante. Le preoccupazioni con se stessi, i condizionamenti, le relazioni interpersonali  di sofferenza, ecc. sono come ilo bicchiere d’acqua. Ciò che conta è quanto la nostra mente e il nostro cuore ne risentono  nella vita di ogni giorno e nelle scelte e decisioni che prendiamo. Se ne risentono molto, mente e cuore si paralizzano e non siamo in condizione di fare scelte libere e responsabili.

Per ritrovare la serenità, fare scelte giuste e prendere decisioni sagge i capitolari devono imparare a mettere giù il “bicchiere” dei condizionamenti, delle rivalità, delle opinioni personali senza fondamento, ecc.




Copertina.






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