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Un cuore "Misero"

Un cuore "Misero"

Anno Santo della Misericordia


16 Maggio 2016 alle 16h00 | 0 Invia il tuo commento!
Di Fernando Riqueto


Testo: Un cuore "Misero"

Già nella prima pagina della Bibbia il Signore presenta il segno luminoso e misterioso della sua Misericordia, perdonando Adamo ed Eva. I segni continueranno con l’Arca di Noè e la salvezza dell’umanità, fino alla venuta di Gesù, Volto della Misericordia del Padre. A volte, Dio sembra pentirsi di aver creato l’uomo (cfr Gn 9,12) o sembra che il male sia più forte del bene. Ma la misericordia di Dio ha un valore cosmico, la strategia perdente è quella della punizione, la logica vincente è quella della misericordia gratuita che attraversa tutta la storia e il tempo. Che cosa sarebbe l’intera Bibbia se non fosse una storia di peccato e redenzione, di perdono e misericordia? Nella Genesi, l’autore sacro, mostra che Eva si fida più di quello che le dice il serpente che di Dio; Adamo, si lascia convincere da Eva e crede alla tentazione di essere “come” Dio. Quando si rendono conto di quello che hanno fatto, si nascondono per paura. Allora, é il Signore che prende l’iniziativa di cercarli: “Adamo, dove sei?”. Confessano il loro errore al Signore. La confessione di Eva è meno tortuosa di quella di Adamo, lei è stata ingannata da uno più intelligente, il demonio; Adamo dice di essere stato convinto da Eva, sulla quale sembra pretendere una certa superiorità, che da millenni non è più venuta meno: “Se un uomo ha una donna al fianco, denaro in tasca, la concupiscenza negli occhi, la superbia in fronte, che altro gli rimarrà in cuore se non un avviso di garanzia per il Creatore?”. Hanno sbagliato insieme e quando si è tutti d’accordo per sbagliare insieme, difficilmente si accettano ammonimenti. Il peccato originale è la “felice colpa” che ha meritato il perdono misericordioso di Dio. Ora dovranno misurarsi con se stessi e con una dura realtà, più o meno come dice Dante: “Tu proverai sì come sa di sale lo pane altrui e come è duro calle lo scendere e ‘l salir per l’altrui scale”.

 La Misericordia del Signore non ha abbandonato i progenitori, ma li ha associati all’opera di preparazione della venuta del Messia, quella “discendenza” di Eva che schiaccerà il capo al serpente. Inizia il tempo dell’attesa e della vigilanza. La tradizione rabbinica vieta all’ebreo di mettersi a pregare in stato di malinconia, deve sempre pensare alla gioia della venuta del Messia, alla Misericordia di Dio e vivere di speranza. Ancor oggi ogni famiglia ebrea, in alcune festività, lascia una sedia vuota in segno di attesa per il ritorno di Elia, il grande profeta che concretizza l’annuncio della venuta del Messia. Agli anziani è affidato il compito di conservare sempre accesa la luce della fiducia nella Misericordia di Dio. La Bibbia onora la vecchiaia, ma si dimostra inesorabile, quando la vede impigliata nelle contraddizioni proprie della gioventù, dimenticando e non trasmettendo le Promesse del Signore. Papa Francesco ricorda nel Giubileo, che il Signore non ce la toglie mai la sua Misericordia; corregge ma non abbandona il suo popolo. Fare esperienza di misericordia, significa avere un “cuore misero”, considerando l’esperienza cristiana come qualcosa che riguarda la totalità della vita. La misericordia non è una parte della dottrina cristiana, ma ne è il cuore. 

Il tema della misericordia non è nuovo ma è innovativo, generativo: si impara a mendicare, a ricevere dall’umiltà di quelli che aiutiamo, ad essere evangelizzati dai poveri. La Misericordia non esclude nessuno e si manifesta quando meno uno se lo aspetta, come nel caso dell’episodio evangelico della Samaritana. Le donne andavano al pozzo a prendere acqua verso il tramonto e andavano in gruppo. La samaritana va da sola e a mezzogiorno, quando il caldo è più accentuato e nessuno esce per strada. Perché? C’è un’altra persona che a mezzogiorno è stata lasciata sola, é seduta vicino al pozzo, è Gesù, volto della Misericordia del Padre. La Misericordia non ha orari fissi. Gesù rivolge la parola per primo e chiede acqua. Rompe ogni regola e ogni protocollo. La correttezza del protocollo non sempre è segno di retta intenzione. La Samaritana risponde con una certa durezza e arroganza, non ha ancora un “cuore misero”.

 

P. Diego Spadotto, CSCh
Anno Santo della Misericordia




Copertina.






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