Il XXXV Capitolo generale dell’Istituto Cavanis è arrivato alla conclusione

Il XXXV Capitolo generale dell’Istituto Cavanis è arrivato alla conclusione

Riuniti a Morlupo, Italia, 24 Padri capitolari si sono concentrati nello studio della realtà, valutazione e programmazione del futuro della Congregazione.
01 Agosto 2019 - Di Pe. Edmilson Mendes CSCh



I Padri Capitolari del XXXV Capitolo generale Cavanis

 

Il XXXV Capitolo generale dell’Istituto Cavanis è arrivato alla conclusione. Riuniti a Morlupo, Italia, 24 Padri capitolari si sono concentrati nello studio della realtà, valutazione e programmazione del futuro della Congregazione. Questo lavoro è stato fatto nella condivisione tra i rappresentanti dell’intera Congregazione, ormai internazionale e multiculturale.

Dal discernimento della realtà interna ed esterna dell’Istituto e dal discernimento dei segni dei tempi e delle conseguenze nella vita di giovani e bambini, ragione della nostra esistenza nella Chiesa e nel mondo, nasce un piano di governo e di animazione della Vita Religiosa Cavanis.

Il Capitolo si conclude con l’elezione di un nuovo Governo generale. Il Preposito è, per la prima volta nella storia della Congregazione, un religioso non italiano e nel Consiglio c’è la presenza di un confratello filippino. Il Capitolo ha optato per una maggior rappresentanza della realtà internazionale ed interculturale dell’Istituto. Segni chiari in sintonia con la fisionomia attuale della Congregazione e le indicazioni della Evangelii Gaudium e di altri documenti Della Congregazione dei Religiosi. In questo cammino  gli eletti al governo della Congregazione “non sono il governo” ma “stanno nel governo”. Sono “in transito, provvisori e bisognosi degli altri confratelli, non devono essere  autoreferenziali, chiusi al confronto critico, ma aperti al dialogo e alla condivisione fraterna e all’autocritica”.

In ogni Capitolo è sempre presente la contraddizione tra l’ascolto dello Spirito e l’imposizione delle proprie volontà umane. Sarebbe illusione credere che tutto quello che si scrive o si dice in una assemblea capitolare viene dallo Spirito Santo. Alla fine prevale molto il volto umano e le proposte o decisioni hanno le caratteristiche dei partecipanti che hanno portato in Capitolo un poco del patrimonio istituzionale e molto di proprio.  Le articolazioni per la formazione del Governo e la scelta delle priorità del sessennio se prende in considerazione l’intero progetto congregazionale mostrerà sicuramente la “gioia e l’orgoglio” di vivere l’appartenenza come un dono prezioso.  È nocivo vivere Capitolo e il post Capitolo come una gara dove si cerca di far prevalere desideri ed aspettative personali o di un piccolo gruppo. Questo atteggiamento sminuisce i Capitolari rendendoli più piccoli di loro stessi e tradisce il carisma.

Alla fine del XXXV Capitolo generale ancora non abbiamo conoscenza approfondita delle scelte e decisioni.   Possiamo metterci in attesa feconda ed intelligente ossia, preparandoci ad accogliere con fede i risultati, trasformando ogni diffidenza in energia innovatrice che ci aiuterà a superare la sindrome di piccolezza e il senso di inferiorità che si evidenzia poi nelle rotture e divisioni.

Un caro e affettuoso augurio al nuovo governo generale perché sia in grado di mantenere acceso un sogno di unità nella diversità  e continuare la “santa fatica” dei precedenti governi per unire e consolidare il carisma Cavanis come una buona novella per “tanta povera gioventù dispersa”.   Preghiamo perché tutti i confratelli scelti per cariche ed uffici di servizio, non si dimentichino mai che la differenza tra i verbi “essere” e “stare” non è appena una regola grammaticale.

P.  Edmilson Mendes CSCh
Postulatore e Procuratore delle Missioni

 

 

 

 






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