"Beati i misericordiosi perché troveranno misericordia"

"Beati i misericordiosi perché troveranno misericordia"

Anno Santo della Misericordia


27 Giugno 2016 alle 14h00 | 0 Invia il tuo commento!
Di Fernando Riqueto


Formazione: "Beati i misericordiosi perché troveranno misericordia"

Il tempo presente appare sempre più all’insegna dell’odio, della violenza, del sospetto, è la “cultura del nemico”. In quest’Anno Santo della Misericordia, prima di aspirare che il mondo divenga divino bisogna lavorare perché diventi un mondo più umano. Dio ha affidato alla libertà dell’uomo la responsabilità dell’organizzazione sociale. In un mondo di nemici perfino Dio è eliminato o confinato in una fazione a combattere con un altro Dio che appartiene al nemico. Non c’è più un Dio Padre di tutti, dove tutti sono ugualmente figli. In questa situazione di abuso dell’immagine di Dio chi ne fa le spese è l’uomo. Se Dio è eliminato dalla vita delle persone e dalla società, quanto vale un essere umano? E’ quello che si chiede in “Quanto vale un uomo” la scrittrice russa, Evfrosinija Kersnovskaja (1907-1994), testimone singolare di umiliazioni e sofferenze, durante i vent’anni di gulag, raccontati e disegnati nel suo libro autobiografico. L’autrice, nata a Odessa da padre russo, di professione giudice, e da madre greca, diventa insegnante di lingue. Nonostante un’educazione musicale e letteraria di ottimo livello e la conoscenza di almeno sei lingue, privilegia il lavoro dei campi, specie dopo il trasferimento in Bessarabia (Moldavia) per sfuggire al regime sovietico. Deportata in Siberia come molti suoi compatrioti è stata condannata alla fucilazione e internata in un gulag nel 1941. Sopravvive. Al suo ritorno a casa, nei primi anni sessanta, inizia a riscrivere tutte le annotazioni fatte durante la prigionia. Non poteva, certo, dimenticare. 

La scrittrice non ha pregiudizi sociali, nazionali o d’altro genere, le persone, per lei, si dividono in due categorie: quelle che anche nelle condizioni più difficili hanno saputo conservare qualità umane come la fermezza, la bontà, la disponibilità all’aiuto reciproco, e quelle che hanno perso il loro volto umano, pronti a calpestare il prossimo in forme e comportamenti i più assurdi: “Insondabili sono Signore i tuoi pensieri ma ancora meno comprensibili sono i labirinti in cui errano i pensieri di quelli che detengono il potere”. Cristo ha detto: “In verità vi dico: meglio per voi essere gettati con una macina al collo negli abissi del mare, piuttosto che far del male a uno degli ultimi. Ma non aveva calcolato che ci vorrebbero troppe macine…”. I regimi totalitari del secolo scorso e quelli di questo terzo millennio hanno prodotto e producono violenze e crimini incalcolabili che la società odierna dimenticata facilmente e per questo li ripete. Tempo fa a Roma, alcuni tifosi stranieri, che sono stati anche filmati, hanno oltraggiato con stupidità brutale e inaudita una mendicante che chiedeva l’elemosina. Alcuni di loro, con tracotanza sconcia e volgare hanno orinato sopra la poveretta. Quanto vale la povera donna? Un comportamento come questo senza rispetto e compassione, può dirsi umano? “Beati i misericordiosi perché troveranno misericordia”.

E’ un vuoto abissale di valori, cultura e intelligenza. Quel che è peggio, i media hanno subito dimenticato l’episodio. Se fosse stato danneggiato un qualsiasi monumento di Roma, l’indignazione sarebbe schizzata alle stelle e nei media se ne avrebbe parlato per settimane. Un essere umano ha meno valore e dignità di un monumento? Molti si sono chiesti come sia stato possibile che in paesi di cultura e storia cristiana si siano sviluppati, in passato, regimi barbari e crudeli? Ma come è possibile che, oggi, da paesi di lunga tradizione cristiana, siano apparsi individui come quelli che hanno orinato sul corpo di una povera mendicante?  Genitori, insegnanti, istituzioni, non possono solo preoccuparsi del fondamentalismo pseudo religioso, o del terrorismo, ma anche farsi altre domande inquietanti: da dove nascono comportamenti di questo tipo? Perché la povera mendicante non è stata difesa come essere umano da quelli che assistevano alla scena? La mendicante non era uno dei “piccoli” di cui parla Gesù? E i media che valore hanno dato alla mendicante umiliata e offesa? E’ una sfida enorme per “cercare e saper riconoscere chi e che cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio”. 

P. Diego Spadotto CSCh

 




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