Si fa presto a dire misericordia, un pò meno a fare azioni misericordiose

Si fa presto a dire misericordia, un pò meno a fare azioni misericordiose

Quali azioni misericordiose e coraggiose sono possibili, oggi, per i Cavanis, sull’esempio delle azioni misericordiose e coraggiose dei Fondatori?


01 Agosto 2016 alle 18h00 | 0 Invia il tuo commento!
Di Fernando Riqueto


Archivio 3C

A cambiare le cose non sono i soldi, non sono i governi, non è la politica, ma sono le persone, le relazioni tra gli esseri umani, il guardarsi negli occhi, il saper ascoltare con il cuore le storie degli altri. Questo è l’inizio di qualsiasi processo di guarigione, psicologica, fisica e spirituale, è l’inizio di una convivenza umana civile e cristiana. Tutto quanto esiste tra gli esseri umani è delicato, fragile, c’è una differenza molto piccola tra una persona integrata e una ai margini della società. Gli esseri umani sono tutti molto vulnerabili. Nel cuore del cristianesimo si trova un messaggio di misericordia, umiltà e gratuità che è l’esatto contrario della vanità e della vanagloria, della arroganza e della prepotenza. Solo chi ha le braccia aperte come Cristo, dice S. Agostino, può ricevere i doni di Dio. Bisogna essere “flessibili” come l’argilla perché Dio, come un vasaio, possa modellarci con la sua misericordia e prepararci per la missione che vuol affidarci. Se dovrà ricorrere a “martello e scalpello”, perché siamo diventati duri di cuore come gli Apostoli, lo farà perché il Padre vuole salvare tutti i suoi figli e Gesù non vuol perdere nessuno di quelli che il Padre gli ha affidato, nonostante si abbia l’impressione che le cose vanno sempre peggio. 

In questi giorni è stato ordinato sacerdote il confratello P. Daniel Musulu, in Kinshasa, capitale della Repubblica Democratica del Congo, uno dei Paesi più sofferti del mondo, dove la Misericordia è l’unico balsamo per tante ferite. "Oggi sono Beni". Comincia così l'intervento di Cécile Kyenge all'Europarlamento, che traducendo in italiano lo slogan "Je suis Beni", si è idealmente identificata con la città del nord-est della Repubblica Democratica del Congo (Rdc) dove da un anno e mezzo sono in corso scontri fra gruppi etnici per il controllo di un territorio ricco di minerali. Davanti alla plenaria del Parlamento europeo, Kyenge ha parlato in prima persona a nome delle donne violentate nella regione, in un’aula praticamente vuota. “I potenti si girano sempre dall’altra parte” dice Papa Francesco. "Perché non ho chiesto a mio marito di accompagnarmi? Perché non ho deciso di far parte di quegli oltre 400 mila connazionali che hanno lasciato il paese proprio per sfuggire a queste violenze? Si, ma per andare dove? In Europa? E se poi ci avessero rispedito indietro dicendo che non siamo titolari di protezione internazionale dove saremmo ritornati, a Beni?. Però in fondo è un bene che fossi sola, così la mia famiglia è al sicuro, almeno per il momento. E poi ho risparmiato loro uno spettacolo disumano, queste bestie non si sono limitate a violentarmi, hanno infierito con lame e rastrelli e poi hanno completato l'opera bruciandomi". L'europarlamentare ha concluso: "Cari colleghi, da ottobre 2014 a marzo 2016 nei territori di Beni, Lubero e Butembo 1.200 persone sono state massacrate nell'indifferenza generale. Il rischio è il genocidio. È una vergogna. Nessuna impunità per i responsabili di questi massacri. A quando la giustizia?". Perché nonostante la divulgazione costante dei massacri e violenze che succedono in molte parti del mondo la comunità internazionale sembra farsi sempre più indifferente e impotente?

L’uccisione di due bambini Italo e Waldik, 10 e 11 anni, nel mese di giugno 2016 in São Paulo, ha richiamato l’attenzione su un  problema dai numeri allarmanti,in Brasile: la violenza contro bambini e adolescenti. Uno studio recente mostra che il Brasile occupa il 3° posto per omicidi di bambini e adolescenti, dopo Messico e El Salvador, in un insieme di 85 nazioni. Nel 2013, ultimo anno con dati disponibili, in Brasile sono stati uccisi con arma da fuoco 10.520 bambini e adolescenti, una media di 28 casi al giorno. La maggior parte era negra, di sesso maschile. "É un número bárbaro, estremamente elevato", afferma il sociólogo Julio Jacobo Waiselfisz, coordinatore del Programma di Studi sulla Violenza e ha come base il Sistema di Informazione della Mortalità Infantile del Ministero della Sanità. I numeri totali di vittime, bambini e adolescenti, sono tornati ad aumentare a partire dal 2010, con un picco negli anni 2010 a 2013. Ll’aumento della violenza é legato alla frattura tra sviluppo economico e strutture dello Stato: "Le nuove aree di sviluppo economico attraggono investimenti, ma anche molta emarginazione. Ci sono soldi, banche, opere faraoniche ma lo Stato non accompagna la crescita umana e sociale delle persone”.

Davanti a queste situazioni di inumanità, come pure a quelle ricordate da Papa Francesco nel suo recente viaggio in Armenia, spesso trionfa una lettura superficiale, una interpretazione frutto di ignoranza e assenza di misericordia. Allora: “Se qualcuno di voi manca di sapienza, la domandi a Dio, che dona a tutti generosamente e senza rinfacciare, e gli sarà data” (Gc 1,5). I missionari Cavanis sanno molto bene come chiedere al Signore la sapienza del cuore per andare nelle periferie dell’esclusione sociale e per avvicinarsi alle sofferenze delle famiglie e di tanti bambini e giovani. Sanno che il l’identità profonda della Vita consacrata non è di “rinuncia” alla vita  o fuga dalla responsabilità sulla vita degli indifesi, ma é “consegnare la propria vita a Dio”, come una “primizia”, per renderla piena nel servizio ai più bisognosi. Tutto ci è stato dato per essere donato e ciò che non doniamo si corrompe. Le difficoltà che si incontrano in missione diventano opportunità, la croce diventa luce. Tutto ha una data di scadenza, pertanto dobbiamo imparare a vivere oggi come ci piacerebbe morire domani, perché tutto contribuisce al bene di chi ama Dio e fa la sua volontà. Quali azioni misericordiose e coraggiose sono possibili, oggi, per i Cavanis, sull’esempio delle azioni misericordiose e coraggiose dei Fondatori?

P. Diego Spadotto CSCh - Anno Santo della Misericordia




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