Formazione e autoformazione responsabile

Formazione e autoformazione responsabile

I Fondatori ci riuscirono attraverso il loro esempio di vita e lo spirito di preghiera. Questa, può essere anche oggi una buona strada?
25 Agosto 2016 - Di Fernando Riqueto



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Nell’Anno della Via Consacrata e nell’Anno Santo della Misericordia, Papa Francesco, parlando ai consacrati, ha lasciato intendere più volte che deve essere affrontato molto seriamente il problema della formazione, per poter guardare al futuro con speranza. Il “formatore” di ogni cristiano e quindi di ogni consacrato è lo Spirito Santo che agisce in tutto l’essere umano: Veni, creator Spiritus, mentes tuorum visita…Accende lumen sensibus, infunde amorem cordibus, Spirito creatore e formatore della mente, dei sensi e del cuore. Nell’inno di Pentecoste i cinque sensi sono messi come elemento di unione e coordinamento della mente e del cuore dell’uomo. “Essi mettono in contatto con la realtà, permettono di uscire da se stessi e comunicare. Le informazioni che essi raccolgono, sono materia prima da cui parte la catena di conoscenze, emozioni, sentimenti, affetti, desideri, criteri decisionali. Tutto quello che si trova nella mente e nel cuore è passato prima dai sensi”. I sensi tendono spontaneamente verso il vero, la bellezza e la bontà. Ma é una tendenza che va educata progressivamente con responsabilità personale per formare la sensibilità. Tale formazione non è semplice “mortificazione” ma intelligente sviluppo e custodia dei sensi, per imparare a decidere cosa vedere, toccare, ascoltare, gustare e respirare, non lasciando che essi siano condizionati e sedotti da agenti esterni fuorvianti.  

Ognuno è responsabile della formazione dei propri sensi per imparare ad amministrarli bene. Essi forniscono il materiale di cui si nutre la mente e il cuore e se non sono formati si può perdere la sensibilità per eccesso o per difetto nel loro uso. Chi riempie la mente e il cuore di un certo “cibo” offerto dai sensi, può accorgersi tardi di avere cuore e mente impastati di qualcosa di negativo che provoca pesantezza  e frustrazione, come dopo aver ingerito in eccesso cibo o bevande. Anche un eccesso di immagini o suoni che deteriorano la bellezza della sessualità e delle relazioni interpersonali, fa male a se stessi e alla propria opzione di vita. In questo tempo di accentuata evoluzione dei media, l’educazione e la formazione dei sensi è complicata ma estremamente necessaria, per l’equilibrio e la salute della mente e del cuore. Non si tratta solo di formazione all’uso dei media ma di come far crescere la conoscenza del potenziale dei sensi e del loro valore per lo sviluppo sano della persona. Un buona formazione dei sensi sviluppa nel cuore sentimenti robusti di compassione, misericordia, amore, affetti equilibrati e sereni per la missione; nella mente una acuta capacità intellettuale e una matura coscienza critica per scelte responsabili.

Nella Vita consacrata due sono i principali ambiti delle scelte responsabili legate a una corretta valorizzazione dei sensi: scelte di governo/formazione e scelte di missione. In queste scelte, oggi, anche noi religiosi Cavanis, siamo in affanno. La Congregazione è diventata internazionale, la scelta dei Superiori che governano la Congregazione deve prendere in considerazione il fatto che il numero di confratelli non italiani ha superato quello dei confratelli italiani quasi tutti anziani. Il futuro è nelle mani dei più giovani. Questo cambiamento dovrebbe essere motivo di gioia anche per chi si sente turbato dalla rapida evoluzione delle cose, ricordando che “Dio non turba mai la gioia dei suoi figli, se non per preparare loro una più certa e più grande” (Manzoni). I Superiori sono chiamati a mantenere unita la Congregazione perché sia una “casa comune” di fratelli, di persone integrate senza predominio di nazionalismi, privilegi, diseguaglianze e squilibri personali o di parti territoriali. Sui Superiori grava, poi, la scelta dei formatori che seguendo la luce dello Spirito Santo hanno anche il compito di fare una vera formazione dei sensi dei giovani religiosi, in vista della formazione della mente e del cuore. Queste scelte sono sempre state fonte di futuro o di rapido declino per le congregazioni religiose. Le scelte sbagliate di superiori e formatori si pagano molto caro.

La Congregazione sta per  varcare la soglia del proprio destino. Le scelte legate alla missione educativa propria della Congregazione esigono soluzioni rapide, sofferte e intelligenti. Alla GMG di Cracovia, nel cammino verso il Campus Misericordiae, si sono visti ragazzi concentrati sugli schermi digitali, tanto per pregare con le app dedicate, come pure per rincorrere i Pokemon che, sembra, nella zona di Cracovia si siano rivelati particolarmente abbondanti. La ricerca è una molla potente per questa generazione di giovani, spesso senza approdi ma non per questo senza valori. Galleggia in un mondo sempre più liquido e la GMG è stata una delle boe che la tiene a galla. Nella sua missione la Congregazione dovrebbe chiedersi se, attraverso i suoi membri, è anch’essa un’altra boa che tiene a galla un certo numero di giovani: se, attraverso l’esempio dei suoi religiosi, é preoccupa ad aiutare la gioventù a gestire bene i cinque  sensi per arrivare alla formazione della mente e del cuore. I Fondatori ci riuscirono attraverso il loro esempio di vita e lo spirito di preghiera. Questa, può essere anche oggi una buona strada? “Una volta chiesero a Madre Teresa cosa dicesse a Dio quando pregava. “Non dico nulla”, rispose, “Semplicemente ascolto”. L’intervistatore volle, allora, sapere cosa dicesse Dio. “Non dice nulla”, replicò madre Teresa, “semplicemente ascolta; e se lei non capisce questo, non saprei come spiegarglielo”.

P. Diego Spadotto
ANNO SANTO DELLA MISERICORDIA




Copertina.






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