La Provvidenza Misericordiosa del Padre

La Provvidenza Misericordiosa del Padre

La Provvidenza è il “braccio operativo” della Misericordia del Padre.


05 Settembre 2016 alle 06h00 | 0 Invia il tuo commento!
Di Fernando Riqueto


​ANNO SANTO DELLA MISERICORDIA

La Provvidenza è il “braccio operativo” della Misericordia del Padre. Agisce attraverso coloro che fanno “Opere di Misericordia”, specialmente i santi. Essi, spesso, hanno realizzato grandi opere materiali e spirituali lavorando a “casse vuote”, fortemente fiduciosi in quel Padre che “vede e provvede” e che li inviava a testimoniare il Vangelo in “Opere di Carità”. Oggi, Papa Francesco, raccomanda al vescovo Konrad Krajewski, “braccio operativo della carità del Papa”, che la cassa che gestisce sia sempre vuota, perché la Provvidenza possa riempirla. Se la cassa è piena, dice Francesco, la Provvidenza passa oltre. La fiducia nella Provvidenza deve necessariamente essere provata perchè, in teoria, tutti possono dire di fidarsi della Provvidenza. P. Marco Cavanis, cresciuto nella fiducia incondizionata nella Provvidenza, ha dovuto passare attraverso mille prove e, quando proprio sembrava la fine di tutto, scrisse: «Non conviene perdersi d’animo […] Venga quel che si vuole purché il Signore mi aiuti, [...] quanto più avrò a travagliare per amor suo tanto più avrò a reputarmi felice, ed a confidare nel buon esito dell’impresa». Oggi, molte opere dei “religiosi della Carità”, stanno venendo meno per mancanza di fiducia nella Provvidenza.

Molte persone che hanno a che fare con i Cavanis, non riconoscono in noi la stessa fiducia nella Provvidenza che avevano i Fondatori, P. Antonio e P. Marco Cavanis. Si continua a ripetere, per esempio, “Tutto per i Giovani”, si fanno loro tante promesse, specialmente nei vari anni commemorativi che sono succeduti, ma l’impressione che si ha, é che da un po’ di tempo a questa parte, la Congregazione ha promesso molto e mantenuto poco, perché ha perso la fiducia incondizionata nella Provvidenza. Dà l’impressione di essere esausta ancora prima di essere sconfitta. I Vescovi italiani, nello spirito dell’Anno della Misericordia, sollecitano diocesi, parrocchie, congregazioni a sostenere micro realizzazioni nei paesi  più poveri del mondo, “confidando nella Provvidenza che fa diventare sensibili e generose le persone che possono aiutare”. Meglio micro realizzazioni che opere faraoniche. La Provvidenza le farà crescere se vedrà che sono per i poveri e gli ultimi e realizzate in povertà da religiosi veramente poveri. Oggi, con frequenza, l’opinione pubblica sembra identificare i religiosi con le loro piccole riviste di propaganda per “sostenere le Opere di Carità”, ma non con le “Opere di Carità”, perché i religiosi non sono più identificati per le “Opere di Carità” e per la fiducia nella Provvidenza Divina. Nel nostro caso, i vecchi lettori ex allievi sono deceduti, sono troppo anziani o non sono più interessati. Gli attuali alunni sono ancora meno interessati. 

Per aiutare chi ha bisogno non basta avere “soldi e cose materiali”, bisogna prima di tutto avere cuore misericordioso, convertirsi, farsi poveri “vai vendi quello che hai, dallo ai poveri, poi vieni e seguimi”. Chi ha tanti mezzi economici, solitamente, fa grandi opere per ingrandire se stesso agli occhi del mondo. Non si può cambiare la regola dell’Incarnazione: “Gesù da ricco che era si fece povero” (3Cor 8,9) per arricchire la povera umanità; allerta gli apostoli a riguardo dei “benefattori di questo mondo” che danno cose ma “non stanno dalla parte dei poveri, come poveri”. Una istituzione civile o ecclesiastica che non dice a se stessa, cioè ai suoi membri, la verità a riguardo del denaro e del suo uso è perennemente in pericolo. Non merita di continuare ad esistere se non trova il cammino del ravvedimento, della fiducia nella Provvidenza e della misericordia. Nel mondo occidentale il denaro è un totem che non può essere criticato e non tollera altro dio fuori di sé. La “cultura dell’indifferenza” poi, preferisce scartare i problemi invece che affrontarli, con la conseguente banalizzazione della gravità delle situazioni. Nonostante tutto, “Dio cerca in tutti i modi di venirci incontro, cerca di sfruttare ogni fessura del nostro cuore, ci attende, ci precede. E, se ancora non riusciamo a muovere un passo, già il desiderio di farlo è l’inizio di un cambiamento”.

P. Diego Spadotto CSCh
ANNO SANTO DELLA MISERICORDIA

 




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