...vivere e comprendere il presente e prepararci per il futuro!

...vivere e comprendere il presente e prepararci per il futuro!

Circolare a tutta famiglia Cavanis.
14 Novembre 2020 - Di P. Manoel R. P. Rosa, CSCh - Preposito Generale



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CIRCOLARE A TUTTA FAMIGLIA CAVANIS

"...vivere e comprendere il momento presente e soprattutto a prepararci per il futuro!"

Cara Famiglia Cavanis,

I nostri Venerati Padri Fondatori hanno avuto l’eroismo delle virtù cristiane riconosciuto dalla Chiesa con un decreto del Papa San Giovanni Paolo II il 16 novembre 1985. Ciò significa che hanno praticato le virtù

ad un livello molto alto, sopra la media. Questo riconoscimento ha fatto avanzare il processo di canonizzazione e i Servi di Dio (come vengono chiamati all’inizio della fase diocesana) sono chiamati Venerabili. Per la nostra Famiglia Cavanis, questa data è molto importante perché con questo riconoscimento ufficiale da parte della Chiesa, i nostri Padri sono un passo più vicini all’essere posti sugli altari per il culto dell’intero Popolo di Dio. Le due fasi successive sono la beatificazione e la canonizzazione, ciascuna dipendente da un miracolo attribuito all’intercessione dei candidati alla canonizzazione (una guarigione o un intervento straordinario non scientificamente spiegato), giudicato da una commissione medica vaticana. Una persona può essere dichiarata beata o santa senza bisogno di un miracolo (ad esempio i martiri o per concessione del Papa, come fu la canonizzazione di Papa Giovanni XXIII), ma non senza il riconoscimento delle Virtù eroiche. Questo è fondamentale e indispensabile.

In occasione di questo anniversario, invito tutti a rinnovare la gioia e la certezza che i nostri Padri sono grandi santi. Non ancora ufficialmente riconosciuti, forse perché noi, loro figli spirituali, non siamo ancora sufficientemente preparati e perché il tempo di Dio è diverso dal nostro. Abbiamo un debito e il dovere morale di fare ogni sforzo possibile affinchè quel giorno arrivi. Un debito verso coloro che in passato si sono sforzati di mantenere vivo il ricordo delle grandi cose che Dio ha compiuto nella loro vita. Un dovere morale perché non possiamo tenere per noi solo ciò che è un bene spirituale capace di arricchire chiunque venga a conoscere questi eroi delle virtù cristiane, invocandoli come protettori e imitandoli sulla via della santità. Ogni volta che qualcuno viene riconosciuto ufficialmente come santo, è infatti la santità e la bellezza della Chiesa che vengono messe in risalto.

 Diverse iniziative sono già state prese e altre sono in corso, come la novena del 2 di ogni mese, intenzioni concrete di domande di grazie nelle parti territoriali, comunità e famiglie. 

Ribadisco l’idea che è necessario e urgente approfondire la conoscenza della vita dei nostri Venerabili Padri. L’intero sforzo per raccogliere prove di eroicità è stato condensato nella pubblicazione del documento ufficiale denominato Positio. Ad oggi, abbiamo solo versioni in lingua italiana e spagnola. È uno strumento estremamente importante, sia per la formazione iniziale e permanente che per la divulgazione popolare. Che la Provincia del Brasile e le Delegazione delle Filippine e Congo RD pensino al progetto di fare la traduzione in inglese, portoghese e francese, possibilmente in una versione abbreviata.

Dopo aver ascoltato il parere di alcuni confratelli, propongo una consultazione sulla possibilità che l’Istituto adotti un segno esterno Cavanis più pratico e significativo per il nostro tempo, senza demerito di quanto previsto dalle nostre Costituzioni (Cost. N. 9/c). Questo segno potrebbe essere, ad esempio, una croce, un anello, una medaglia, una spilla. Se ciò fosse ritenuto rilevante e conveniente dalla maggioranza, si passerebbe alla seconda fase, che sarebbe la proposta di modelli da adottare. Spero che tutti possano esprimere la loro opinione e essere coinvolti con tutto il cuore in questa proposta. Nomino il Rev. Padre Ciro Sicignano come responsabile del coordinamento di questo progetto.

Vorrei ora commentare il discernimento fatto nell’ultima riunione del Governo Generale sulla nostra missione a Timor Est. Il processo burocratico richiederà ancora tempo, perché dobbiamo fare alcuni passi a livello arcidiocesano e statale. Il lavoro svolto in più di due anni dai nostri due confratelli, Padre José Valdir e Padre Robert Fallera, sta dando frutti sia alla Stazione Missionaria di Lessibutak sia in collaborazione con le attività dell’arcidiocesi.

I prossimi passi saranno rafforzare la comunità con nuovi membri, pensare a modi concreti per incarnare il carisma, acquisire una casa per la comunità religiosa e avviare la pastorale vocazionale.

 

La situazione del Mozambico non è delle migliori. Il gruppo armato continua a guadagnare terreno, i villaggi e le città distrutte, il numero degli sfollati è aumentato. Due suore brasiliane sono state prese in ostaggio dai ribelli e sono rimaste in loro possesso per diverse settimane. I nostri confratelli sono stati costretti a lasciare la missione di Macomia a marzo. Padre Benjamim Insoni, dopo quattro anni intensi e sacrificati come missionario nel nord del Mozambico, ha chiesto di tornare in Congo (cosa che è avvenuta a fine settembre). Al momento padre Jean Kayaba si trova in una parrocchia diocesana più a sud, collaborando alle attività pastorali. Il religioso Hervé Jude, religioso congolese che sta compiendo il suo anno pastorale nella Provincia del Brasile, ha dato la sua disponibilità a ricostituire la comunità. Il rientro in parrocchia sarà possibile solo con un minimo di condizioni di sicurezza.

 

La prossima riunione del Governo Generale (16-20/11) discuterà un importante argomento sulla ristrutturazione delle case di formazione, in vista del consolidamento della formazione iniziale. È stata inviata alle parti territoriali una consultazione sulla creazione di due Studentati internazionali. Con questa decisione verranno implementate altre azioni per contribuire ad elevare la qualità della formazione iniziale a favore della fedeltà creativa e libera. Accompagniamo con la preghiera le prossime professioni perpetue nella Provincia del Brasile e nella Regione Andina. Rendiamo la nostra vicinanza al confratello che dà il suo sì definitivo e gioiamo come Famiglia Cavanis ringraziando Dio perché continua a benedire la fecondità carismatica del nostro Istituto. L’impegno nella promozione vocazionale e nell’accompagnamento dei nostri giovani in formazione è responsabilità di tutti, non solo dell’équipe formativa. Le vocazioni sono come i bambini per le famiglie. Una vita comunitaria di bassa qualità evangelica, divisa e chiusa in se stessa ha un effetto contraccettivo.

La situazione del Covid-19 nel mondo è ancora molto preoccupante. Al momento abbiamo diversi confratelli ricoverati o messi in quarantena a causa del virus. Sentiamo il forte impatto sulle nostre scuole, case e parrocchie. Le nostre scuole in Italia, Congo RD e Filippine hanno già ripreso le loro attività, ma sempre con il rischio di chiusura. Nella maggior parte dei paesi i nostri seminaristi e studenti religiosi seguono corsi via Internet. In Europa la seconda ondata è già iniziata e si sta rivelando particolarmente forte, portando molta instabilità e dubbi. In America Latina non si sa se ci sarà un intervallo tra la prima e la seconda ondata o sarà solamente una, molto lunga. In Africa finora, fortunatamente, gli scenari catastrofici previsti non si sono concretizzati. Nelle Filippine le attività sono ancora molto ridotte.

Le misure di prevenzione devono essere prese sul serio. La vita è il primo bene da proteggere.

Particolare attenzione ai nostri anziani e alle persone con comorbidità (patologie diverse in un medesimo individuo). Abbiamo molto materiale di riflessione che ci aiuta a vivere e comprendere il momento presente e soprattutto a prepararci per il futuro. Papa Francesco dice che non possiamo tornare alla situazione pre-pandemica, perché era già una realtà malata di egoismo e indifferenza. Dovremmo uscire migliori. L’enciclica “Fratelli tutti”, di recente pubblicazione, è un testo da valorizzare, leggere, approfondire e mettere in pratica secondo ogni contesto. Il rimedio contro tutte le fake news e le vecchie e nuove ideologie è buona coscienza che si forma col meditare la Parola di Dio, il Magistero della Chiesa e guardare la realtà che ci circonda. Ricordo che il rigore economico delle spese delle parti territoriali e delle comunità è nell’ordine del giorno.

Nell’ultimo incontro con i Superiori delle parti territoriali, in videoconferenza, è stata lanciata la proposta di creare una rete sorelle delle parrocchie Cavanis. L’obiettivo principale è l’apertura alla missione. Ricordo l’Istruzione della Congregazione del Clero sulla “La conversione pastorale della comunità parrocchiale al servizio della missione evangelizzatrice della Chiesa” (29 giugno 2020), che dovrebbe essere oggetto di studio e riflessione in tutte le nostre comunità parrocchiali. Questa rete dovrebbe anche aiutare le nostre parrocchie a crescere nell’identità Cavanis e in comunione tra loro, condividere interessanti esperienze pastorali, condividere obiettivi e strategie, offrire spazi di formazione. Le parrocchie potrebbero essere suddivise in quattro gruppi secondo il criterio della diversità territoriale e della fisionomia pastorale. Lavoriamo in modo che nel primo trimestre del 2021 abbiamo già compiuto passi concreti.

Stiamo per concludere l’anno liturgico con la solennità di Cristo Re e iniziare il bel tempo dell’Avvento. A tutti auguro una preparazione spirituale al Santo Natale di grande intensità e disponibilità, per lasciarsi guidare dalla Luce dall’alto che viene a visitarci, Cristo Gesù nostro Signore. Possa il prossimo anno essere un’opportunità per vivere concretamente la nostra fede, che siamo creati dallo stesso Dio-Padre e che siamo tutti fratelli.

Ci accompagni e interceda per noi la Madre delle Scuole di Carità, i Venerabili Cavanis Servi di Dio Antonio, Marco e Basilio.


Sola in Deo sors!
Roma, 12 novembre 2020

 








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