Il beato Lodovico Pavoni e i suoi rapporti con i Venerabili Antonio e Marco Cavanis

Il beato Lodovico Pavoni e i suoi rapporti con i Venerabili Antonio e Marco Cavanis

Beato Lodovico sarà proclamato santo a Roma Domenica 16 ottobre 2016
10 Ottobre 2016 - Di Fernando Riqueto



Convegno a Brescia - 8 ottobre 2016. Da sinistra ci sono: G. Grasselli, G. Leonardi, P. Dal Toso, F. De Giorgi, G. Rocca.

Un convegno tenuto a Brescia sabato scorso 8 ottobre 2016

Il 16 ottobre Lodovico Pavoni (1784-1849) sarà canonizzato a Roma. Da mesi i suoi figli spirituali, i Figli di Maria Immacolata, meglio conosciuti come Pavoniani, si stanno preparando all’evento che suggella il cammino spirituale e di vita attiva compiuto da uno di quei “Giganti della Chiesa” di cui tanto ha bisogno tuttora il mondo. 

Pavoni aveva intuito, che l’educazione dei giovani era l’urgenza maggiore del suo – e oggi possiamo dire del nostro – mondo. Ultima tappa compiuta dai Pavoniani in preparazione alla canonizzazione del loro Fondatore è stato il convegno “I santi sociali della Lombardia e del Veneto nell’800 e l’esperienza di Lodovico Pavoni” tenutosi a Brescia presso l’Auditorium di San Barnaba, sabato 8 Ottobre. Da notare che l’aula o auditorio S. Barbaba ora appartenente al comune di Brescia, dove si è tenuto il convegno, è l’antica chiesa di S. Barnaba, di cui era rettore il canonico Pavoni, e più tardi era la chiesa, con annesso il convento, della comunità dei Pavoniani prima dell’espropriazione avvenuta nell’Ottocento. Ed è proprio in questo ambiente che P. Marco Cavanis è stato ospite varie volte, e ha celebrato la messa tante volte in questa bella chiesa barocca, che dopo essere stata demaniata è stata successivamente stalla, banca, teatro, cinema, ora più degnamente auditorio comunale.

Al microfono si sono alternati esperti relatori che hanno tracciato un quadro esaustivo del contesto in cui hanno operato il Pavoni e con lui i tanti fondatori e fondatrici di congregazioni religiose attive nell’800. Ne è emerso uno spaccato della vita religiosa a tratti in competizione con la società civile.

Incaricato dal P. Preposito, ha partecipato al convegno tra i dodici oratori anche P. Giuseppe Leonardi, che ha lumeggiato la vita e l’opera dei PP. Antonio e Marco Cavanis, e ha messo in risalto che essi avevano intrattenuto una lunga e fruttuosa amicizia con il nuovo santo. In particolare P. Marco, nei suoi viaggi verso Milano e Torino, era stato ospite otto volte nel convento del Pavoni e della sua comunità, sempre accolto con straordinaria gentilezza e con vero affetto. La comunicazione è stata la seconda della giornata del convegno, cioè la prima subito dopo dell’introduzione, perché i fondatori dell’Istituto Cavanis sono stati, come si sa, i primi e più antichi fondatori di istituti di perfezione e di impegno sociale verso i giovani dell’Ottocento. La conferenza è stata una delle due che ha provocato applausi a scena aperta, quando P. Leonardi ha letto una parte della bellissima lettera che P. Marco aveva inviato al beato – tra pochi giorni dichiarato santo – Lodovico Pavoni, in occasione dell’erezione canonica della sua congregazione, nel 1847: “In questo lietissimo avvenimento tutto ridonda di spirituale allegrezza; le passate tribolazioni si convertono in gioia, il presente rallegra nel veder l’Opera pia piena ormai di vigore e di vita, e l’avvenire s’inoltra nell’aspetto il più consolante, poiché una Istituzion religiosa posta fin dal suo nascere sotto gli augusti auspicj della Gran Madre Maria, debbe attendersi fermamente sempre maggior floridezza e dilatazione. Farò dunque con tuon giulivo il fausto presagio dicendo a di lei giusto conforto: Perge iter inceptum, felix faustumque futurum est, sub tanti exortum Nominis auspiciis.”

La figura del Pavoni, è stato fatto notare, è quella di un Santo che ha sicuramente inciso con le opere a favore della gioventù e delle persone più bisognose di sostegno (sordomuti, disabili, orfani, e poveri) pur non rinunciando a momenti rigenerativi della vita contemplativa.

Acutamente uno dei biografi di Pavoni, il prof. Grasselli, ha notato come la geografia dei santi celebri il Pavoni come il Don Bosco bresciano, in realtà sarebbe più opportuno ricordare Don Bosco come il Pavoni torinese. O, si potrebbe aggiungere, di priorità cronologica, il Cavanis torinese.

Dopo i saluti del vescovo di Brescia Mons. Luciano Monari e del Superiore Generale dei Pavoniani Riccardo Pinilla, hanno preso la parola i diversi relatori: G. Rocca, G. Leonardi, G. Grasselli, P. Dal Toso, G. Picenardi, R. Cantù, G. Gregorini, F. De Giorgi, A. Bertolotti e L. Agosti. 

Circa 300 le persone presenti alla Giornata di Studio.

La Redazione 

 

P. Marco ricalca qui in parte, cristianizzandola, la formula augurale “quod bonum faustum felix fortunatumque sit ” (=«e ciò riesca bene, fausto, felice e fortunato»), spesso scritta abbreviatamente Q.B.F.F.F.S., che nell’antica Roma era pronunciata da magistrati nell’intraprendere un’azione di pubblico interesse, e anche da privati. Cf. Vocabolario on line Treccani. “Subexortum” è poi una formula usata da Keplero in astronomia per il sorgere di una nuova stella. Perge iter inceptum…..*** Nel suo complesso la frase significa: “Continua nel cammino iniziato; sarà felice e fausto, essendo sorto sotto l’auspicio di un così grande Nome”.


Il chiostro di S. Barnaba , parte del convento di S. Lodovico Pavoni.


L'antica casa di abitazione dei pavoniani a Brescia, ove fu ospite otto volte P. Marco Cavanis.






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