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La Misericordia di Dio non è meritocratica

La Misericordia di Dio non è meritocratica

Anno Santo della Misericordia


20 Novembre 2016 alle 21h00 | 0 Invia il tuo commento!
Di Fernando Riqueto


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“Non è il pentimento che merita il perdono, ma è il perdono che causa il pentimento”. In molti modi, Papa Francesco, ha cercato di far capire che la misericordia di Dio non è meritocratica. Qualche volta i cristiani vogliono la salvezza per i peccatori. Dio la vuole sempre. Pretendono che certi comportamenti negativi che piacciono siano leciti, vogliono essere liberi di agire ma non responsabili delle loro scelte. Vogliamo capra e cavoli. Imparano solo quello che produce utili immediati. Va bene tutto se produce guadagno. Va bene la tecnologia e la ricerca se ha applicazioni industriali immediate e quindi guadagni.

Si sentono liberi in internet dove tutto è gratis, approssimativo; dove nessuno ha bisogno di studiare e la parola ricerca è usata solo per i risultati di Google. Il sapere e la conoscenza non interessano, pochi si accorgono che i social sono simulatori di conoscenza. Tempo di tante parole gridate, di tante distrazioni e paure, di esplosioni di violenza e di indifferenza verso la sofferenza degli altri. Solo la misericordia può aiutare l’uomo a superare queste situazioni, anche se non sembra non essere più lo stile di vita dell’uomo. Essa é il fondamento della giustizia di Dio che scandalizzava i sapienti del tempo di Gesù e quelli di oggi. Il Padre, intanto, mostra la sua onnipotenza soprattutto nel perdono e nella misericordia.

Come il fratello maggiore della parabola evangelica non conosciamo l’amore misericordioso del Padre. Gesù sovverte la teologia e la morale perdonando e non giudicando e condannando, proponendo un amore più grande che scandalizza.

Chiediamo misericordia quando siamo debitori e giustizia quando ci riteniamo creditori. Il Padre vede, sente compassione, agisce a favore di ognuno dei suoi figli e del suo popolo. Un comportamento esattamente contrario all’agire dello struzzo, il più grande e pesante uccello vivente che ha perduto la capacità di volare e non gli resta che “mettere la testa sotto la sabbia” per non vedere, non sentire compassione e non agire.

Si diventa struzzi quando perdiamo la capacità di volare alto con le opere di misericordia, quando non accendiamo una luce di speranza nelle tempeste oscure di male che sembrano la “fine del mondo”. Segni di inquietudine e tristezza: fondamentalismo, violenze in aumento, discriminazioni razziali e sociali, aumento della distanza economica tra ricchi e poveri, aumento della corruzione internazionale, sempre più soldati e poliziotti nelle strade e nelle piazze, violenze e abusi contro bambini e disabili, Paesi poveri che ogni anno perdono 170 miliardi di dollari in mancate entrate fiscali, guerre e guerriglie in ogni continente, nascita di autoritarismi e attentati alla democrazia in molti paesi mascherati da shock delle culture e che invece sono shock di ignoranze. 

Oltre la mente umana offuscata dal male c’è il mistero, oltre il mistero c’è la misericordia. Dentro queste tempeste di disperazione ci sono gocce di speranza a livello mondiale o continentale: dialogo ecumenico e tra le religioni, perseveranza nell’impegno di solidarietà con i più poveri…  C’é il Padre che, come in Es 3,7-8, ripete:  "HO VISTO la miseria del mio popolo…HO ASCOLTATO il suo grido a causa dei suoi aguzzini… CONOSCO le sue sofferenze… SCENDERO  a liberarlo". La legge di Mosè fu scritta “dal dito di Dio” sulla pietra(Es 31, 18), Gesù “scrive con il dito” sulla polvere e dichiara ad ognuno: “neppure io ti condanno, vai in pace e non peccare più”. L’amicizia di Gesù verso le persone meno stimate all’interno della società religiosa, la sua cordiale simpatia per donne e uomini “perduti” era umanissima, autentica, non una strategia per convertirli. Non costruisce il futuro su alchimie  strategiche ma sulle “cellule staminali” che ci hanno formato, senza cedere alle “litanie del lamento”, né rifugiarsi nell’alibi della precarietà e insicurezza economica, ma con umiltà scendere nel campo delle sfide educative e giocare la nostra partita. E’ possibile trasformare questo tempo di smarrimento, con la Profezia che sgorga dalla Parola di Dio, docili alla genialità dello spirito che parla al cuore. 

 

P. Diego Spadotto CSCh
Anno Santo della Misericordia




Copertina.






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