Istituto Cavanis 



La gratuita del dono della vita religiosa e del sacerdozio

La gratuita del dono della vita religiosa e del sacerdozio

“I GIOVANI, LA FEDE E IL DISCERNIMENTO VOCAZIONALE”


29 Maggio 2017 alle 12h00 | 0 Invia il tuo commento!
Di P. Diego Spadotto CSCh


3C

“Lo scorpione chiese a una rana di lasciarlo salire sulla sua schiena  e trasportarlo sull’altra sponda del fiume. In un primo momento la rana rifiuta temendo di essere punta durante il tragitto, ma c’è un argomento convincente sull’infondatezza di tale paura che lo scorpione saggiamente fa presente: se la pungesse, infatti, anche lui cadrebbe nel fiume e, non sapendo nuotare, morirebbe insieme a lei. La rana accetta e permette allo scorpione di salire sulla schiena che a metà strada, ahimè, la punge condannando entrambi alla morte. Quando, affogando, la rana chiede allo scorpione il perché del suo gesto insano, lo scorpione risponde: “è la mia natura”. 

I discepoli di Gesù “sono nel mondo ma non del mondo”. La vita religiosa ha fatto come la rana, si è fidata e si è caricata sulle spalle lo scorpione della cultura del frammento e del provvisorio, la mondanità globalizzata, la contro testimonianza di uno stile di vita fatto di routine che ha anestetizzato il cuore e provocato stanchezza morale, il peso della gestione delle strutture, le divisioni interne e, infine, la ricerca di potere nel governare le congregazioni come se fossero delle imprese. Ma la vita religiosa non si impone secondo le regole di lucro e di successo delle imprese, ma si semina e si irriga con pazienza, nella speranza di frutto. La Carità vissuta dai Venerabili  P. Antonio e P. Marco Cavanis, da P. Basilio nella gratuità del dono di se stessi, ci invita ad agire senza cercare vantaggi personali immediati, dedicandoci alla gioventù  e a non abbandonarla a tendenze illusorie. Ci invita ad agire senza relativismi immaturi e stizzosi, senza comportamenti da struzzo che nasconde la testa nella sabbia, davanti a insuccessi ed errori. Ci invita ad accettare il fatto che proprio nella debolezza si trova ogni potenzialità di ricostruirci e crescere.

Stiamo preparando e lavorando, nello spirito del Giubileo Calasanziano, per il Sinodo 2018. Gesù, durante la sua vita, ha dato molta importanza all’aspetto del preparare: “ Dove andiamo a preparare, perché tu possa celebrare la Pasqua…lì preparate la Cena per noi (Mc 14, 12-16); “Vado prepararvi un posto”. Una buona preparazione potrebbe essere una seria revisione del nostro stile di vita religiosa in castità, povertà e obbedienza, fiduciosi in Gesù che ci ha chiamati a seguirlo, anche se spesso siamo messi alla prova come Pietro che cammina sulle acque nella fiducia, che abbandona ogni altra sicurezza e avanza verso ciò che si ottiene solo con la Grazia. E’ la fiducia, e null’altro che la fiducia  che deve condurci alla vita comunitaria e alla missione di amare Dio, il prossimo e se stessi, i tre “amori” che hanno avere la stessa sorgente. Amare Dio, senza amare il prossimo è bigottismo. Amare il prossimo, senza amare Dio è incoerenza spirituale. Amare se stessi, senza amare il prossimo genera violenza. Amare il prossimo, senza amare se stessi è una malattia. 

La vita religiosa comunitaria non inizia dalla somma della bravura di ciascuno, ma dalla condivisione della povertà di ognuno, dal prendere atto che su tutto deve regnare la misericordia di Dio. Questo è il vero sacramento della fraternità, il passaggio essenziale perché si inizi un cammino spirituale serio e autentico. Ma non siamo più abituati alla gratuità del dono che smuove le coscienze e se ci chiedono per quale motivo siamo religiosi non sappiamo rispondere. Non abbiamo scoperto che i ragazzi sono come un tabernacolo e se non troviamo Gesù in loro non lo troviamo nemmeno nel tabernacolo delle nostre cappelle. De vedere “gioventù dispersa” ci succede un giorno sì e l’altro pure; di ascoltare il grido di Abele e di capire il tormento di Caino; di sentirci come il padre che aspetta il figlio prodigo. Quando hai deciso di scegliere il sacerdozio? Oggi? Rifaresti questa scelta? Subito? A volte ci assale il dubbio se ne siamo degni. Poi viene in aiuto la Parola di Dio che insegna che Dio  si affida di preferenza a ciò che il mondo scarta. 




Copertina.






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