Rassegnazione è una parola proibita per un cristiano

Rassegnazione è una parola proibita per un cristiano

“I GIOVANI, LA FEDE E IL DISCERNIMENTO VOCAZIONALE”


19 Giugno 2017 alle 05h00 | 0 Invia il tuo commento!
Di P. Diego Spadotto CSCh


3C

“Due contadini si incontrano in un’osteria e con quel filo di ebbrezza dovuta al vino che genera euforia, uno chiede all’altro: insomma, tu mi vuoi bene o no? Certo che ti voglio bene, rispose il compagno. Tu dici di volermi bene, disse il primo, eppure non sai di che cosa abbia bisogno. Se veramente mi amassi, lo sapresti. A questo punto l’amico non osò ribattere. Amare qualcuno vuol dire cercare di conoscere e capire i suoi bisogni e soffrire con lui” (leggenda di Baal-Shem). Amare la Congregazione vuol dire cercare di conoscere la sua storia, testimoniare il carisma, soffrire con essa e non rassegnarsi alle divisioni interne che la rendono debole. Il grembo da cui nascono l’indifferenza e le rivalità è fecondo, per questo é necessario tenere alta la guardia perché la loro madre è sempre incinta. Francesco ha incontrato più di settemila studenti, riuniti a Roma per riflettere su come costruire la pace. Gli studenti hanno presentato al Papa alcuni interrogativi: come fermare la violenza che invade la società, i mezzi di comunicazione, internet?; è vero che la non violenza può fermare la violenza, ecc.? «C'è una cultura della distruzione3 della divisione», risponde il Papa, c'è un dio della distruzione e della divisione che vuole che gli uomini siano in guerra. Ma c'è anche tanto bene, tante persone che si spendono per gli altri, che danno la vita per fermare la distruzione per cercare l’unità di azione senza paura del futuro: «Il nostro dovere è andare sulla strada della costruzione di una unità, che ci aiuterà a evitare tante calamità. È vero, dunque, che il mondo è in guerra, ma ci sono tante cose belle che non si vedono»

Perché è così difficile imparare ad amare? Perché molti responsabili della politica internazionale sono così deboli che non riescono a fermare le guerre?, gli chiedono altri ragazzi. «Perché il mondo si è sistemato in modo cattivo. Dio lo ha creato mettendo al centro l'uomo e la donna, e oggi il mondo va avanti mettendo al centro il dio denaro e gli affari. Ci sono affari che fanno guadagnare tanto: il traffico delle armi, molte di più di quelle che sono necessarie per difendersi, il traffico della droga, che distrugge le menti dei giovani, lo sfruttamento dei bambini e delle donne e in generale delle persone nel lavoro, con i contratti in nero e quelli a tempo. «Questo è peccato grave», risponde papa Francesco.
Un altro ragazzo chiede come fare a contrastare la violenza che c'è dovunque contro tutti, le donne, i gay, i migranti... Allora, il Papa ritorna su uno dei suoi argomenti più ricorrenti: la violenza della lingua, gli insulti, "Il terrorismo delle chiacchiere", le calunnie che fanno tanto male, le rivalità dentro la Chiesa. In contrasto con la violenza, il Papa ricorda la mitezza, che non vuol dire essere stupidi, ma dire le cose con tranquillità, cercando di non ferire. «È una virtù che dobbiamo recuperare nella nostra vita».

A chi gli chiedeva, provocatoriamente, cosa dovessero fare per essere dei buoni insegnanti, don Lorenzo Milani rispondeva che la domanda doveva essere posta diversamente: Non dovevano chiedersi  cosa dovessero fare, ma come dovevano essere. In sintesi è quello che insegna Francesco rispondendo alle domande riguardanti l'educazione. Nonostante le difficoltà, vecchie e nuove, nell’educazione, la parola rassegnazione è una parola proibita per un cristiano. Le parole invece che un cristiano deve usare, e le azioni che deve fare, sono ascolto, dialogo, mitezza, fiducia, speranza. Una giovane che ha iniziato a leggere l'enciclica Laudato si', chiese al Papa perché gli uomini, nonostante lo sappiano, continuano a distruggere il creato. Francesco risponde manifestando piena fiducia nei giovani, nel loro coraggio per prendere iniziative di difesa e di promozione di uno stile di vita che sia a favore del dono meraviglioso della creazione: “Avete capito che tante cose devono cambiare, non rassegnatevi. Rassegnazione è parola proibita. Rassegnarsi mai, altrimenti mi arrabbio. I politici non sembrano determinati a lottare per un Pianeta migliore. Penso alla grande Mina: parole, parole, parole». 




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