Istituto Cavanis 



È tutta questione di fiducia

È tutta questione di fiducia

“I GIOVANI, LA FEDE E IL DISCERNIMENTO VOCAZIONALE”


24 Luglio 2017 alle 03h00 | 0 Invia il tuo commento!
Di P. Diego Spadotto CSCh


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«Signore, accresci in noi la fede!» (Lc,17, 5), Signore accresci in me la fiducia in Te!  Non farmi perdere la “Memoria” del tuo amore nei miei confronti e dei tuoi innumerevoli benefici; non farmi perdere la “Speranza”, quella che non delude; aumenta in me il “Discernimento”  per arrivare alla sapienza del cuore. Sono pensieri di Papa Francesco, ai sacerdoti della sua diocesi: «E’ sempre importante ricordare la promessa del Signore che mi ha posto in cammino; la speranza mi indica l’orizzonte, mi guida: e, nel momento specifico, ad ogni incrocio di strade devo discernere un bene concreto, il passo avanti nell’amore che posso fare, e il modo in cui il Signore vuole che lo faccia». Sono tre punti fermi, spiegati dal Papa con una metafora: «il giocatore di basket, che inchioda il piede come“perno” a terra... Il piede inchiodato al suolo, intorno al quale noi facciamo perno, è la croce di Cristo».

La “pietra” sulla quale è fondata la Chiesa è la fiducia che Gesù deposita in Pietro e Pietro in Lui. Ma la fede di Simon Pietro «progredisce e cresce nella tensione dei suoi due nomi: Simone, quello con cui Gesù lo chiama quando parlano e si dicono le cose come amici, e Pietro, quello con cui il Signore lo presenta, lo giustifica, lo difende e lo pone in risalto in maniera unica come suo uomo di totale fiducia, davanti agli altri». Simon Pietro deve essere “passato al vaglio”, spesso il Signore rimprovera la sua “poca fede”». «Avere due nomi lo decentra», e l’icona di questo decentramento è quando Pietro «chiede a Gesù di comandargli di andare verso di lui sulle acque», perché riflette, da un lato la consapevolezza di avere “poca fede” e dall’altro «la sua umiltà di lasciarsi aiutare da chi sa e può farlo». Anche nella vita di Pietro e dei discepoli le tentazioni di perdere la fiducia in Gesù, sono costanti: «Pietro ha commesso il peggiore dei peccati e tuttavia sulla ritrovata fiducia di Pietro, Gesù fonda la Chiesa”.  Ciò che concretizza la fede, ciò che la rende “operosa per mezzo della carità” (Gal 5,6), ciò che ci permette di dare una testimonianza credibile, è legare la nostra poca fede, attraverso la memoria, alla fede della Chiesa, alla fiducia nel Dio dei “nostri padri”, dei Fondatori, non abbiamo una fede senza storia. La fede di Pietro è una fede provata, ed è per questo che la sua missione è confermare e consolidare la fede dei suoi fratelli, la nostra fede.

“La fede di Pietro è più lenta di quella di Maria Maddalena”, ha momenti di grandezza ma anche di grande errore, di estrema fragilità. Pietro è l’icona dell’uomo a cui Gesù chiede continuamente atti di fiducia per non lasciar mancare a questo mondo un raggio della sua bontà, per attrarre non solo i credenti ma anche coloro che vivono “sulla soglia della fede”. Chiede una testimonianza che non affermi se stessa ma parli di un Altro, di un rapporto di fiducia con Dio. Per Francesco anche la Maddalena è, per i sacerdoti, icona di fiducia piena di amore. “Ciò che manca al mondo d’oggi, nonostante il suo apparente splendore, le sue scoperte il suo miracolo economico, è quel minimo di bontà, di fiducia, di pietà, tatto e tenerezza che s’accompagnano al mondo dell’uomo, per mezzo della donna, nei rapporti interpersonali” (Gertrud von le Fort). Nel racconto biblico, la perdita di fiducia dei progenitori in Dio creatore, diventa perdita di fiducia tra l’uomo e la donna. Ma la relazione uomo/donna è la caratteristica regolatrice di tutte le altre relazioni e la misura di civiltà di un popolo. Quando, nella foresta o nella savana, non si viene divorati dalle fiere, il proverbio africano dice: “Dio si è rivelato donna”, cioé misericordioso. Caratteristiche maschili e femminili sono radicate in ciascun soggetto umano, per cui ogni conflitto interiore verrà risolto quando l’individuo avrà stabilito un rapporto  di fiducia con entrambi le parti di se stesso e tra uomo e donna, La donna è l’apice del processo creativo, l’ultima delle opere di Dio, tratta direttamente dall’uomo. Il mistero della donna non è, quindi, nelle sue funzioni ma nella sua natura, dove Dio e l’umanità si incontrano. La “povertà” è donna, perché la povertà è la situazione creaturale che ci rende disponibili a Dio.




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