Sinodo 2018: è il momento di ascoltare i giovani

Sinodo 2018: è il momento di ascoltare i giovani

“I GIOVANI, LA FEDE E IL DISCERNIMENTO VOCAZIONALE”
25 Settembre 2017 - Di P. Diego Spadotto - Sintesi da: https://it.zenit.org



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A margine di un seminario internazionale organizzato nei giorni scorsi a Roma, è stato fatto il punto della preparazione alla XV assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi, che si svolgerà nell’autunno 2018 a Roma sul tema “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”.

“Siamo nel momento dell’ascolto dei giovani”, Mentre i questionari non sono ancora pervenuti a Roma, più di 100.000 persone hanno compilato la versione online. Da una lettura sommaria “emerge che i giovani apprezzano il fatto che la Chiesa si sia messa in loro ascolto”.

“I giovani vogliono essere protagonisti nella comunità ecclesiale. Questo desiderio può condurre la Chiesa verso luoghi e spazi che altrimenti le sarebbero difficili da raggiungere. I giovani possono aprire alla Chiesa quei luoghi dove ancora non è arrivata o dove deve essere maggiormente presente.”

Uno dei temi che sta loro a cuore è la famiglia. “Sono davvero tanti quelli che vogliono raccontare la loro storia al Papa stesso”. 

I giovani hanno suggerito anche “di istituire un’equipe di giovani che affianchi il lavoro della Segreteria generale del Sinodo per preparare momenti di confronto e di dialogo durante i lavori sinodali tra vescovi e giovani, e poi di coinvolgere stabilmente alcuni giovani negli organismi della Santa Sede”. Tra gli uditori del Sinodo 2018 ci saranno giovani, e si sta pensando a degli spazi per dare loro voce,

I giovani “chiedono alla Chiesa anche la coerenza delle loro guide”, vogliono “ascolto” e “responsabilità”. Vogliono una Chiesa che si impegna “ancora di più a stare al loro passo e che chiedono alla Chiesa di migliorare e di camminare verso il futuro”, “una Chiesa sempre più chinata verso i poveri”, cioè proprio quello che “papa Francesco chiede a tutti quando parla di una Chiesa per i poveri e di poveri”.

Infine i giovani chiedono soprattutto “una Chiesa che sia casa, famiglia e comunità”, che ha definito le giovani generazioni “la speranza della Chiesa”, mentre la Chiesa è sua volta è “la loro speranza e il loro futuro”. 

Senza dubbio il giovani saranno ascoltati nel Sinodo 2018. Ma servirà a qualcosa, questo ascolto, se ora e dopo, nelle realtà concrete delle parrocchie, diocesi, scuole e altre istituzioni della Chiesa i giovani non trovano né ascolto né spazio?

Considerazione a margine: Quando si parla di giovani e di scuola si parla di tutto: di quanto costa, di difficoltà gestionali varie, di ingiustizie, dei giovani con problematiche affettive e intellettive legate alla famiglia, delle carenze di prospettive future, di laboratori e biblioteche, di aggiornamenti tecnologici, ecc. Poche volte si parla di loro: gli insegnanti, i prof., come dicono i ragazzi. Eppure, anche loro sono donne e uomini, non sono macchine o robot, hanno una vita e una famiglia, delle amicizie e delle sofferenze da portare insieme o da soli, sono forti e fragili, come tutti. Sono poco considerati e aiutati nella loro missione e passione educativa. Potrebbero, per lo meno, essere ascoltati?






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