Profetismo dei giovani nella Chiesa e nel Mondo

Profetismo dei giovani nella Chiesa e nel Mondo

“I GIOVANI, LA FEDE E IL DISCERNIMENTO VOCAZIONALE”


30 Ottobre 2017 alle 06h00 | 0 Invia il tuo commento!
Di P. Diego Spadotto CSCh


3C

Nel cammino verso la GMG a Panama 2019, il Papa, in una sua lettera, ricorda ai giovani di tutto il mondo che prima devono prepararsi al Sinodo del 2018. Un Sinodo aperto a tutti i giovani, nessun giovane deve sentirsi escluso! Francesco non vuole un Sinodo per i giovani cattolici, per quelli che appartengono alle associazioni cattoliche, ma un Sinodo per e di tutti i giovani. Giovani protagonisti. Anche i giovani che si sentono agnostici, che hanno la fede tiepida, che si sono allontanati dalla Chiesa. Sarà il Sinodo dei giovani, e tutta la Chiesa vuole ascoltarli Ogni giovane ha qualcosa da dire agli altri, agli adulti, ai preti e religiosi, alle suore, ai vescovi e al Papa. Tutti abbiamo bisogno di ascoltare i giovani a quali la vita offre una missione.  Giovani in cammino. Il mondo può cambiare soltanto se i giovani sono in cammino. Ma questo e il dramma del mondo: i giovani spesso sono scartati. Non hanno lavoro, non hanno un ideale da seguire, manca l’educazione, manca l’integrazione...E questo non è tollerabile, afferma papa Francesco che a Cracovia alla GMG aveva detto: é brutto vedere in giovane che va in pensione a 20 anni, é brutto vedere un giovane che vive sul divano. Né giovani «in pensione», né giovani «da divano». Giovani che camminino, giovani di strada, giovani che vadano avanti, uno accanto all’altro, ma guardando il futuro! Voi giovani dovete rischiare nella vita. Dovete preparare il futuro. Il futuro e nelle vostre mani”.

 

Nel Sinodo, la Chiesa, tutta, vuole ascoltare i giovani: cosa pensano, cosa sentono, cosa vogliono, cosa criticano e di quali cose si pentono. Inoltre, Francesco, invita i giovani a fare questo cammino, questa strada verso il Sinodo e verso Panama, e a farla con gioia, farla con tutte  le “vostre aspirazioni, senza paura, senza vergogna, farla coraggiosamente”. Ci vuole coraggio. Nell’arte di salire più in alto, l’importante non é non cadere, ma non rimanere caduti. Avanti! Cadete? Alzatevi e avanti”. Il Papa, poi, invita i giovani a pensare a quello che hanno fatto gli anziani, quelli che hanno già percorso un lungo tratto di strada nella vita: “Fateli parlare! E’ un compito che la Chiesa vi affida”. Per realizzare opere importanti non occorrono grandi mezzi, basta non arrendersi e amare molto la causa che si è scelto. Anche gli aspetti più dolorosi di una vita possono diventare straordinariamente fecondi se i giovani imparano a usare questi tre linguaggi: il linguaggio della mente, quello del cuore e quello delle mani: “un’altra cosa che vorrei dirvi: il Sinodo non e un parlatorio. La GMG a Panama non sarà un parlatorio o un circo, una festa e poi ciao”. La vita chiede concretezza. In questa cultura liquida, ci vuole concretezza, questa è la vocazione dei giovani. Ai giovani, la vita e la Chiesa chiedono di vivere una missione: costruire un ponte di dialogo tra anziani ei giovani! Il profeta Gioele ci dice: Gli anziani avranno sogni, i giovani profetizzeranno”, cioè porteranno avanti con profezia le cose concrete che cambiano la vita.

 

Certamente ci siamo costruiti un sistema  che toglie ogni responsabilità personale e culla nell’indifferenza, mentre alimenta disastri geopolitici, ambientali e sociali che sembrano sfuggire ad ogni controllo e riducono ognuno a essere un sorvegliato speciale 24 ore su 24. Ma Dio non toglie mai nulla e, se toglie, è solo per far posto a qualcosa di più grande. Giovane, tu sai che non c’è nessuno che possa vivere la tua vita per te. Sii coerente e fedele, nessuno può esserlo per te. Della verità non si deve avere paura. Nella società della comunicazione, le parole tendono sempre più a diventare strumenti di potere, invece che segnaletica nella ricerca della verità. Bisogna essere consapevoli significa essere responsabili e mettere la libertà a servizio di chi libero non é. Lo sfruttamento delle sofferenze altri per ottenere denaro  è una specie di pornografia del dolore. É scandaloso usare immagini di sofferenza per suscitare compassione e far soldi.  colonialismo a fin di bene. Continua Francesco: “Ci sono tanti giovani e anche preti e religiosi a metà cammino nella formazione cristiana spirituale, intellettuale, comunitaria e missionaria che non devono essere strutturati in sequenza ma contemporaneamente”. Formarsi alla Missione “non è opera nostra”, è opera dello Spirito Santo, con la nostra collaborazione: si tratta di offrire umilmente se stessi, come creta da plasmare, perché il vasaio, che è Dio, la lavori con l’acqua e il fuoco, con la Parola e lo Spirito”.




Copertina.






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