Cavanis tra Cavanis

Cavanis tra Cavanis

Grazie anche al Signore che ci dà modo di essere pieni di speranza per la vita della nostra Congregazione.
18 Dicembre 2017 - Di Con Padre Diego, Carmen e Alessandro



La santa messa celebrata nell’oratorio voluto da padre Elcio a somiglianza dell’abside di Casa del Sacro Cuore è stato il coronamento: momento di comunità e di liturgia gioiosa con i padri, gli animatori, i ragazzi venuti dai paesi del circondario e che si disponevano a trascorrere la notte nella casa e proseguire le attività per la domenica.

Quanti progetti in nostro favore …

L’onore di accompagnare padre Diego nel suo incarico di rappresentare la Congregazione e il padre Preposito Generale, la riconoscenza al padre Preposito e al padre Superiore Delegato per essere stati scelti ed essere famiglia accanto a Francois, l’attesa di conoscere da vicino la comunità Cavanis di Pascani, mista con il ricordo di tanti padri dei quali siamo stati umili discepoli e legati da fraterna devozione, la gioia per il grande dono di diverse ordinazioni diaconali in tre luoghi diversi della missione Cavanis nel mondo, le speranze per il futuro del nostro Istituto, la gratitudine e il pensiero al servizio svolto da Francois nel Collegio Canova di Possagno e nelle nostre comunità parrocchiali…: erano questi i sentimenti che ci hanno accompagnato giovedì 7 dicembre nel viaggio di trasferimento a Pascani.

Possa tu vedere la prosperità di Gerusalemme…

Erano trascorsi appena cinque giorni e non si era ancora spenta nei nostri cuori l’emozione per la celebrazione dell’ordinazione diaconale di Héritier ed Emmanuel nel tempio canoviano, ed ora ci attendeva un nuovo capitolo di un libro aperto e meraviglioso, come se la Divina Provvidenza avesse precorso le nostre trepidazioni particolari e proiettate in una prospettiva missionaria ed ecumenica: “Celebrate il Signore, perché è buono; perché eterna è la sua misericordia”.

Intorno alla tua mensa…

Bello e confidenziale fin da subito l’incontro con padre Elcio e con Francois Kanyinda Mpinga, volti familiari di Cavanis in missione, e con loro è scaturita da subito efficace sintonia, come se fossimo tornati a percorrere strade di casa; quindi, l’arrivo nell’istituto, l’incontro con Jeni e le volontarie Cavanis di Pascani, poi la cena e il ritrovo nella cappellina così preziosa, intima e raccolta contribuivano fin da subito a rendere condivise l’attesa e la preparazione per l’evento del giorno dopo, solenne festa dell’Immacolata Concezione, nonché giorno atteso dell’ordinazione diaconale. Ecco finalmente arrivato il giorno, inaugurato con l’auspicio di una mite e fulgida giornata di sole, promessa gioiosa dell’evento atteso.

Indicami la tua via, così che io ti conosca…

Il trasferimento a Iasi è durato un’ora e mezza con media da orologio per i quasi novanta kilometri: scontato, con un autista magistrale come padre Elcio. Nel pullmino è radunata la piccola comunità del “manasteria Cavanis” di Pascani; siamo con padre Diego, Francois, Jeni ed Elisa, in rappresentanza del bel gruppo di giovani animatori dell’orientamento vocazionale che hanno eletto la sede nella “nostra” casa.

Fece uscire i suoi eletti con canti di gioia…

Seduti nel pullmino accanto a Francois: era inevitabile fare un po’ nostra la sua emozione e cercare di carpirne i pensieri, mentre i nostri correvano alla sua terra, alla sua famiglia e alla comunità: «Sto rivivendo – ci rispondeva – le mie partenze verso i luoghi che hanno segnato la mia vita, la partenza dalla mia famiglia verso la Maison d'Accueil Cavanis a Kinshasa, poi il volo verso Roma, verso la Casa del Sacro Cuore, finalmente a Pascani e ora verso Iasi… Ognuno di essi ha coinciso con un passo nella mia vita e nella scelta di servire il Signore”. E mentre gli stabilimenti e gli edifici più importanti annunciano la città attesa, finalmente i nostri pensieri resi così vicini si incontrano nel nome del Padre Giuseppe Leonardi, al quale Francois dedica la gratitudine e il devoto e commosso ricordo, come al faro che ha orientato le scelte della sua vita.

Andremo alla casa del Signore…

Siamo arrivati nella città capoluogo della regione della Moldavia romena, già capitale del Principato di Moldavia, a circa 20 km dal confine orientale con la repubblica di Moldavia, oggi seconda città della Romania, ma culturalmente la più importante, sede di intense attività e di importanti musei e università.

La folla di amici, parenti e semplici fedeli che si dirigono verso la nuova Cattedrale di Santa Maria ci guida, come in un corteo accompagnato da numerosi sacerdoti e religiosi provenienti da ogni parte della regione, verso una zona ricca di basiliche di rito ortodosso e cattolico.

La nuova e maestosa cattedrale è pronta ad accogliere tutti ed anche i momenti di emozione per l’ordinazione di 17 nuovi diaconi, di cui 15 diocesani e due religiosi (un cappuccino e un Cavanis). Francois trova amici e compagni e si muove con disinvoltura, mentre noi riusciamo a seguire facilmente il rosario recitato in lingua rumena e ci affidiamo a Maria, affinchè ci protegga ed accompagni Francois nel tratto decisivo del suo cammino per essere diacono Cavanis. Il pensiero è anche per la Congregazione delle Scuole di Carità, per il nostro amato Istituto e per i giovani delle nostre scuole.

… chiederò per te il bene

E’ questo il pensiero con cui ci disponiamo ad accompagnare Francois mentre lui e padre Diego salgono verso l’altare in lungo corteo davanti al vescovo della città Petru Gherghel che avrebbe presieduto la Concelebrazione Euca-ristica, nel corso della quale per l’imposizione delle sue mani e la preghiera rituale ha conferito il Sacro Ordine del Diaconato a coloro che iniziano ora l’ultimo tratto di cammino verso il sacerdozio. Arrivati per tempo, e tuttavia relegati nel primo banco disponibile dopo la serie dei posti riservati, cerchiamo di cogliere con gli occhi, con l’obiettivo e con il cuore tutti i momenti e soprat-tutto i passaggi significativi della solenne celebrazione, cercando di assecondare nel frattempo l’assemblea nella preghiera e nei momenti familiari del rito, nel canto delle litanie dei Santi, nello scambio della pace…

Nel nostro cuore è ancora viva e intensa l‘eco della commozione con cui abbiamo potuto accompagnare Francois ad essere diacono e a votarsi per il servizio, a consegnare tutta la vita per il Signore e per i fratelli.

Guarda come è bello e piacevole …

Dopo la Santa Messa la gioia contagiosa della gente fuori dalla cattedrale ci ha avvolti ed orientati e, mentre Francois e padre Diego raggiungevano il vescovo nel luogo del convito, è stato bello per noi e suggestivo l’incontro con la comunità dei parrocchiani di Pascani, con il suo esperto e cordiale parroco, con gli amici e conoscenti che ci hanno accolto davvero con grande e bella familiarità, condividendo con noi il pranzo semplice che ciascuna comunità aveva organizzato, potendo disporre semplicemente di un tavolo nella grande sala gremita all’inverosimile.

E che bell’esempio per noi, figli di una società che sembra aver dimenticato il segreto della festa, avendolo sostituito con l’apparato. Non sarebbe stato indispensabile, ma abbiamo avuto il piacere di incontrare persone cordiali che comprendevano o parlavano anche l’italiano e che erano ben disposte ad accoglierci con loro.

Nel tornare viene con giubilo…

E’ stato bello anche il ritorno a Pascani. C’era in noi ancora forte l’emozione, ma per la consapevolezza di condividere la gioia di ritornare alla vita “normale” della comunità, arricchiti noi ed essa per uno splendido dono del Signore.

La casa del Monasteria Cavanis si era man mano riempita ed appariva brulicante di giovani, ragazzi, bambini, animatori di varie età.

Alla sera don Francois, accompagnato dai giovani ospiti della Casa, faceva la sua prima esperienza come diacono nella Santa Messa serale nella Chiesa della Parrocchia di Pascan: al suo ritono, la cena con la parte della comunità raccolta intono alla tavolata nella mensa dei padri, con loro e insieme a noi Jeni e suo marito e una rappresentanza dei ragazzi: Luciano, Elisa, Liviou, Luciano. Il resto della compagnia, che si era fatta numerosa, popolava le stanze al piano terra, intenti tutti alle varie e molteplici attività.

Sabato mattina l’incontro con il gruppo di discernimento, preceduto dalla proiezione del film “Queen of Katwe” che ha ispirato domande e riflessioni sul tema dell’educazione e sulla figura e responsabilità dell’ educatore. Il nostro coinvolgimento è stato occasione di arricchimento in un clima di forte coinvolgimento reciproco.

La nostra lingua si sciolse in canti di gioia…

Sabato sera siamo stati compartecipi nella presentazione di diverse e multiformi attività, ricche di motivazione e di contenuti, di testimonianze profonde e positive: crediamo non potesse esserci modo migliore di fare festa per un dono del Signore che stare insieme nella casa con gli amici, vedere il frutto di tante fatiche di padre Elcio, di Francois, dei padri che con sofferenza avevano preparato la strada, delle persone che come la famiglia di Jeni e i volontari sono stati loro vicini condividendo gioie e sofferenze. La santa messa celebrata nell’oratorio voluto da padre Elcio a somiglianza dell’abside di Casa del Sacro Cuore è stato il coronamento: momento di comunità e di liturgia gioiosa con i padri, gli animatori, i ragazzi venuti dai paesi del circondario e che si disponevano a trascorrere la notte nella casa e proseguire le attività per la domenica.

Inaugurata quest’ultima giornata per noi da una discreta nevicata che ci ha accompagnato nel percorso verso la chiesa di Pascani, insieme a Francois e Padre Diego, verso la Santa Messa. Anche qui abbiamo rivisto volti familiari e grazie perché ci siamo sentiti parte della comunità che numerosa aveva riempito la chiesa.

Le piccole difficoltà del ritorno non hanno potuto affievolire i sentimenti che ci hanno accompagnati nei quattro giorni di permanenza a Pascani e a Iasi, dove si è compiuto con l’ordinazione diaconale il cammino verso la celebrazione sacerdotale che si svolgerà in Congo nel mese di maggio 2018.

Ringraziamo di cuore il Padre Preposito e il Padre Superiore Delegato per l’invito, assai lieti di aver potuto condividere la gioia e il compimento di una scelta vocazionale Cavanis. Grazie anche al Signore che ci dà modo di essere pieni di speranza per la vita della nostra Congregazione. Con il pensiero rivolto ai nostri Venerabili Padri Fondatori e al Venerabile Padre Basilio, ci uniamo perciò nella preghiera e nel ringraziamento per il dono di una vita dedicata al Signore e alla bella causa del nostro Istituto.




Comunità Cavanis di Pascani Comunità Cavanis di Pascani






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