Discernimento vocazionale alla luce della fede

Discernimento vocazionale alla luce della fede

"I giovani, la fede e il discernimento vocazionale"


29 Dicembre 2017 alle 06h00 | 0 Invia il tuo commento!
Di P. Diego Spadotto CSCh


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Il presidente della Conferenza episcopale dei vescovi filippini Romulo Valles, arcivescovo di Davao, ha dichiarato il 2018 Anno del clero e delle persone consacrate. L’obiettivo è che sacerdoti e persone consacrate siano allo stesso tempo leader e servitori, sentendosi “rinnovati” nella loro missione di cura pastorale “in particolare degli ultimi, dei perduti, di quanti sono relegati ai margini. Miriamo al rinnovamento integrale dei valori,della mentalità, dei comportamenti e degli stili di vita del clero e dei consacrati”. Il 2018 per le Filippine sarà al contempo occasione per rivedere l’impostazione dei seminari e dei luoghi in cui avviene al formazione religiosa “nell’opera di missione e nel ministero”. I vescovi filippini vogliono riportare l’attenzione sulle sfide dalla “nuova evangelizzazione” e ricordano che clero, religiosi e membri degli istituti secolari sono “la chiave” per poter aprire questa porta sul mondo. Sottolineano pure “le lugubri ombre” gettate da alcuni preti e consacratI con il loro stile di vita, per nulla consono con il compito primario di testimoniare la parola e le opere di Gesù. “Vi sono state occasioni di fragilità e di scandalo. Queste cattive condotte sono un invito a riflettere, alla penitenza e alla riparazione. La speranza è che questi errori siano stimolo per una vasta possibilità di rinnovamento e di comunione”.

L’arcivescovo di Manila card. Antonio Luis Tagle si è rivolto alle famiglie e alle organizzazioni cattoliche, perché promuovano la scelta vocazionale fra i giovani che frequentano le parrocchie. Si è rivolto alle Comunità ecclesiali di base, ai movimenti e alle organizzazioni perché “ispirino” la scelta sacerdotale o della vita consacrata. I giovani non devono ambire solo a diventare medici, ingegneri, o lavoratori migranti, ha aggiunto, ma “devono anche prendere in considerazione la possibilità di offrire le loro vite come consacrati o servire in qualità di pastori. Le parrocchie, così come l’insieme delle comunità sono quei luoghi in cui tutti i doni dello Spirito Santo sono utilizzati e messi in pratica”. Non solo nelle Filippine, ma anche nel resto del mondo, esiste il rischio che la vita consacrata accomodata sul divano della propria auto certificazione o nel correre “battendo il vento”, creino personalità deboli e arroganti. Se ci si lascia imbambolare dall’idea di una vita “a costo zero sul divano o stressata correndo continuamente”, si pagherà presto il prezzo della delusione. L’ira dei poveri ci raggiungerà, trovandoci impreparati e fiacchi. “Quando si prendono le distanze dall’amore, non per cattiveria, ma perché si preferiscono le proprie sicurezze, l’auto-affermazione, le comodità, quando ci si sdraia sulle poltrone dei guadagni, dei piaceri, di qualche hobby che fa stare un po’ allegri, si invecchia presto e male, perché si invecchia dentro”

Il “sudore della fronte” di cui parla il libro della Genesi non è una maledizione ma è un’opportunità anche per i religiosi, per non lasciarsi incantare dal serpente della superficialità, accettando le sfide come Gesù, durante tutta la sua vita. Molti sacerdoti e religiosi che “letteralmente “scoppiano”,  “si bruciano”, nella micidiale miscela di stress ed esaurimento emotivo che prosciuga le forze di un individuo e lo mette ko. Parecchi abbandonano, altri restano ma irrimediabilmente feriti dal ricorso smodato all’alcol, usato come “anestetico dell’anima”. Altri, “una minoranza destinata però a una forte visibilità mediatica, precipita in pratiche sessuali estreme o patologiche, perfino commettendo reati”. Si corre troppo, l’anima rimane indietro, la vita si svuota. Coraggio: la radice di questa preziosa parola è direttamente legata al cuore “cor habeo”. Il coraggio evangelico sta proprio nel fare ogni cosa “di cuore”, con tutto il cuore. Il primo passo del coraggio è credere che è possibile lasciarsi convertire dal Signore, il secondo passo è farsi reciprocamente coraggio, affinché nessuno si lasci andare alla deriva come un peso morto e torni ad essere fedeli a se stesso senza mai presumere di se stesso nel comodismo o nello stress inconcludente.




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