Buon Anno con ogni benedizione del Signore!

Buon Anno con ogni benedizione del Signore!

«Ti benedica il Signore e Ti custodisca...»


31 Dicembre 2017 alle 05h00 | 0 Invia il tuo commento!
Di P. Pietro Fietta, Preposito generale


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Carissimi Confratelli e amici Laici, Buon Anno con ogni benedizione del Signore! 
Per ciascuno di voi prego con la Scrittura:

«Ti benedica il Signore e Ti custodisca. Il Signore faccia risplendere per te il suo volto e ti faccia grazia. Il Signore rivolga a te il suo volto e ti conceda pace» (Num 6, 23-27). 

Il nuovo anno che comincia ci fa riflettere sul tempo che passa e che viene percepito in maniera differente a seconda della nostra età e della situazione nella quale ci troviamo. I Greci avevano due parole per indicare il tempo: kronos e kairòs. Kronos, una divinità della mitologia greca, era il crudele padre del tempo che aveva mangiato i suoi figli. Da questo il concetto del tempo divoratore degli uomini. Il tempo produce solo oppressione e paura, non genera fecondità. Tutto si svolge freneticamente. Tutto è una corsa contro il tempo. Il secondo termine che ci viene dalla tradizione greca è kairòs: il momento giusto, l'occasione buona, l'opportunità vantaggiosa. 

Nel Vangelo kairòs ha una grande importanza: è il momento decisivo in cui il Figlio di Dio si fa carne, entra nella Storia e offre la salvezza. La prima parola che Gesù pronuncia nel Vangelo di Marco è questa : «Il tempo (kairòs) è compiuto, il regno di Dio è vicino» (Marco 1, 15). 


Con Gesù, Dio stesso è entrato nel tempo e lo ha trasformato e così il tempo è diventato il messaggero di Dio. All'inizio di quest'anno possiamo dire, con l'Apostolo: «Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza!» (2 Cor 6, 1-2). 

Il tempo, per chi si fida del Signore, è pieno di novità e di sorprese, perché il Signore è sempre nuovo e ci sorprende nell'amore. Per noi cristiani e consacrati il tempo è l'opportunità per conoscere sempre meglio il Signore e per fare l'esperienza di stare con lui, essere suoi discepoli, imparare da Lui, alla Scuola della Carità, per essere missionari del suo Amore. 

Nel 2018 faremo memoria dell'apertura missionaria della nostra Congregazione, ricordando il 50° anniversario dell'arrivo in Brasile di P. Livio Donati, P. Mario Merotto e P. Francesco Giusti (28 dicembre 1968). 

La Provincia Cavanis del Brasile già da tempo si sta preparando a celebrare questo giubileo nella preghiera e nella riflessione. Auguro che la gioiosa ricorrenza sia occasione di azioni di grazia per tutti, religiosi e laici, e possa rinnovare in tutta la Congregazione il fervore missionario che lo stesso P. Marco Cavanis aveva espresso quando scriveva che per salvare un giovane sarebbe stato disposto ad andare anche in America (cfr. Il P. Marco col p. Vittorio Frigiolini « Al Molto Rev.do Padre / Il P. Sebastiano Casara / delle Scuole di Carità — Venezia » — Lettera del 4 dicembre 1850 — in EE. MM. VII, p. 597)

La celebrazione del giubileo si estenderà fino alla fine del 2019, anno nel quale Papa Francesco ha indetto — per il mese di Ottobre — anche un Mese Missionario Straordinario. 

Papa Francesco si augura che sia occasione di grazia, intensa e feconda, per promuovere iniziative e intensificare in modo particolare la preghiera — anima di ogni missione —, l'annuncio del Vangelo, la riflessione biblica e teologica sulla missione, le opere di carità cristiana e le azioni concrete di collaborazione e di solidarietà tra le Chiese, così che si risvegli e mai ci venga sottratto l'entusiasmo missionario (Lettera di Papa Francesco al Card. Filoni — Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli — del 22 ottobre 2017)

Papa Francesco ci ricorda che una delle tentazioni più serie che soffocano il fervore e l'audacia è il senso di sconfitta, che ci trasforma in pessimisti scontenti e disincantati, dalla faccia scura... "Chi comincia senza fiducia ha perso in anticipo metà della battaglia e sotterra i propri talenti" (Evangelii Gaudium [EG], 85). Ci invita a uscire da noi stessi, ad andare alla ricerca delle periferie dell'umanità. 

Una Chiesa (Congregazione) statica è destinata a morire; il suo dinamismo sta nella evangelizzazione che deve sapere accogliere le sfide del mondo di oggi. Sempre nella EG il Papa ci scuote dal nostro torpore e dalla nostra inerzia quando parla dell'accidia che produce la desertificazione spirituale e ci invita ad abbandonare la mondanità che consiste nel cercare, al posto della gloria del Signore, la gloria umana e il benessere personale. Si tratta di un modo sottile di cercare i propri interessi e non quelli di Gesù Cristo. 

Il carisma di rivelare ai piccoli e ai giovani la paternità e maternità spirituale, trasmessoci dai nostri Fondatori, è stato approvato dalla Chiesa ed è per tutta la Chiesa; e pertanto la sua diffusione nel mondo non mira ad alcun interesse, perché solo l'annuncio e la carità del Signore Gesù, diffusi con la santità della vita e con le buone opere, sono la ragione della missione. 

Anche le Vocazioni che continuano a essere priorità in questo sessennio, non vengono a soddisfare interessi particolari, ma saranno la benedizione del Signore sulla nostra azione apostolica, e, allo stesso tempo, garanzia di futuro perché la nostra Congregazione continui a fare il bene dei giovani. L'impegno missionario rinnova la nostra Congregazione, rinvigorisce la nostra fede, espande il nostro carisma e dà nuovo entusiasmo e nuove motivazioni a noi consacrati e ai laici che condividono Carisma e Missione. 

Il 2018 sarà anche l'anno del XV Sinodo Ordinario dei Vescovi, dal tema: "I giovani, la fede e il discernimento vocazionale"; tutti siamo invitati a interrogarci e a riflettere sui giovani, la fede e il discernimento vocazionale. Dare attenzione ai giovani non vuol dire guardare soltanto a loro, ma anche mettere a fuoco il tema complesso delle relazioni: i rapporti interculturali e intergenerazionali, la famiglia, gli ambiti della pastorale e dell'educazione, la vita sociale ecc.

Come educatori dobbiamo interrogarci sul come accompagnare i giovani a riconoscere e accogliere la chiamata all'amore e alla vita in pienezza, e anche sul fatto di chiedere ai giovani stessi di aiutarci a identificare le modalità oggi più efficaci per annunciare la Buona Notizia. 

Attraverso i giovani, potremo percepire la voce del Signore che risuona anche oggi, ascoltando le loro aspirazioni possiamo intravedere il mondo di domani che ci viene incontro e le vie che la Congregazione è chiamata a percorrere. 

Infine voglio ringraziare tutti, giovani e anziani, Religiosi e Laici, per tutto l'impegno e la testimonianza di vita profusi fino ad ora; e invoco su tutti le più copiose benedizioni del Signore per il nuovo anno che la Provvidenza di Dio Padre ci apre davanti, ancora una volta. 

Con i nostri santi Padri Fondatori ravviviamo il fuoco della Carità, alimentiamo nella preghiera la luce della Fede e abbandoniamoci nelle mani amorose di Dio Padre, con Speranza perché "Sola in Deo Sors"

Un fraterno abbraccio. 
Roma, 31 Dicembre 2017 — Festa della Santa Famiglia e conclusione dell'anno civile 
P. PIETRO FIETTA CSCh - PREPOSITO G. 

 

 

 






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